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mercoledì, ottobre 29, 2008

Concorso N.a.s.f.4: i vincitori.


E' stato reso pubblico oggi il risultato della selezione del concorso di letteratura di fantascienza N.a.s.f. giunto alla quarta edizione. Le opere inviate dovevano avere come tema una storia di fantascienza con sfumature di genere rosa oppure noir. Questa edizione vede la nascita di un concorso parallelo per le opere grafiche per la realizzazione della copertina e delle sezioni interne della raccolta .

[LEGGI IL BANDO DI CONCORSO]






Ebbene sì, ecco i risultati!

Selezionati: 44 autori, 22 per rosa, 22 per noir.

Elenco selezionati:

Alessandro Dalla Lana, Alessandro D'Amico, Andrea Franceschin, Andrea Viscusi, Angelo Collina, Antonella Iacoli, Biancamaria Massaro, Carlo Bramanti, Claudio Fallani, Claudio Foti, Claudio Zago, Cosimo Vitiello, Federica Ramponi, Filippo Armaioli Magi, Francesco Troccoli, Gabriele Lattanzio, Gabriella Strada, Giuseppe Agnoletti, Giuseppe Perciabosco, Giuseppe Picciariello, Jonathan Concas, Luigi Rinaldi, Marco Bottoni, Marco Caudullo, Marco Iosa, Marco Maria Sorge, Matteo Mancini, Maurizio Landini, Mauro Cancian, Michele Nigro, Nicola Roserba, Paola Preziati Scaglione, Paolo Buzzone, Paolo Veroni, Ranieri Meloni, Riccardo Simone, Roberto Paura, Sergio Cimino, Simone Corà, Simone Farè, Stefano Bovi, Stefano Noventa, Vincenzo Comito, Ylenia Zanghi.

Link alla pagina sul sito

Questa è la copertina provvisoria, realizzata da Riccardo Simone:

























Gli altri due disegni selezionati sono di Paola Preziati Scaglione (che è stato messo sul sito NASF nell'elenco degli autori selezionati) e di Claudio Zago, che sarà incluso nell'antologia all'inizio del suo racconto.

Complimenti a tutti i selezionati e al vincitore, che è Mauro Cancian con il suo Eniss 2, il seguito di Eniss apparso su NASF3 che già ci era piaciuto molto!

Bravi, davvero bravi tutti!

Al più presto vi aggiorneremo per l'antologia.

[Fonte: Assonuoviautori.org]

domenica, settembre 21, 2008

La fine dei giorni - Alessandro De Roma - [Il Maestrale]



Cupo e allegorico, il secondo romanzo di De Roma, dopo l`interessante esordio di Vita e morte di Ludovico Lauter e` ambientato in una Torino reale eppure immaginifica: nel condominio dell'insegnante Giovanni Ceresa sparisce l'anziano signor Baratti, ma nessuno pare interessarsi alla cosa. Qualcuno, addirittura, arriva a mettere in dubbio l`esistenza stessa di Baratti. Ma quando cominciano a sparire altri anziani, e tutta la citta` pare impazzire dietro a una delirante caccia all`uomo, il vecchio Giovanni Ceresa non puo` piu` esimersi dal tentativo di indagare sul senso della propria vita e di quello che sta accadendo.



Felice Cimatti incontra Alessandro De Roma.


Questo e` un libro particolare, che affronta un genere poco praticato in Italia soprattutto dagli scrittori piu` giovani. Possiamo dire che si tratta di un libro di fantascienza?

Si`, senz`altro. E di quel filone particolare di fantascienza che va sotto il nome di distopia. Un genere il cui grande modello resta Orwell, con il suo 1984.

"La fine di giorni" vuole raccontare un possibile futuro del nostro Paese, remoto ma non troppo; certamente molto cupo. Perche` ha scelto Torino come scenario?

Quando ho scritto questo libro vivevo a Torino, dove facevo il professore di storia e filosofia in un liceo. Proprio come il protagonista del romanzo. In generale amo ambientare i romanzi nei posti che conosco. In particolare, in La fine dei giorni i luoghi sono importanti perche` il protagonista cammmina molto. Torino ha strade lunghissime, spesso molto dritte. Le passeggiate del protagonista erano per me elementi centrali della trama. Quindi Torino diventava la citta` perfetta, da questo punto di vista.

Uno dei temi e` il passato, la memoria. Che succede alla memoria dei suoi personaggi?

Il protagonista si accorge di avere perdite di memoria, di faticare a mantenere il contatto con la realta`. C`e` una specie di forza che lo spinge a lottare contro questa apatia, nonostante le persone intorno a lui non sembrano accorgersi di niente - nemmeno del fatto che in citta` cominciano a sparire delle persone anziane. Rispetto a loro il protagonista sa, se non altro, di avere questo problema. E comincia a scrivere un diario come forma di resistenza.

mercoledì, agosto 27, 2008

PHILIP K. DICK - The Double: Bill Symposium: risposte a un questionario per scrittori ed editori di SF professionisti (1969)


Domanda 1: Per quale/i ragione/i, lei scrive fantascienza, preferendola ad altri generi di letteratura?


Il pubblico della fantascienza non è vittima dei pregiudizi della classe media e presta ascolto alle idee autenticamente nuove. Si pone meno l’accento sullo stile e più sul contenuto, o almeno così dovrebbe essere. E’ un genere maschile, e dunque il finale positivo non è richiesto, come invece succede nei generi narrativi dominati dalle donne. E’ una delle poche diramazioni della narrativa seria in cui lo humour giochi ancora un ruolo importante (rendendo dunque la SF ancor più completa, come l’opera di Shakespeare). Essendo uno dei più vecchi generi narrativi del mondo occidentale, dà corpo ad alcuni tra i sogni, i pensieri e gli aneliti più raffinati, antichi e lungimiranti di cui l’uomo è capace. In sostanza, è il genere narrativo più vasto e consente l’uso delle idee più potenti e avanzate a disposizione: nessuna idea può essere esclusa dalla SF; sono tutte pertinenti.



Domanda 2: Qual è, secondo lei, la ragion d’essere, il valore fondante della fantascienza?


Presentare in forma narrativa nuove idee ancora troppo difficili o troppo vaghe per essere presentate come fatti scientifici (p. es., la parapsicologia). Le idee non riducibili a un fatto scientifico non lo saranno mai, ma restano pur sempre affascinanti congetture – cioè, in altre parole, sistemi scientifici possibili o alternativi. Visioni del mondo cui non possiamo “credere” ma che ci interessano (così come, per esempio, troviamo interessante la visione medievale del mondo, pur non potendo più considerarla “vera”). Dunque, la SF ci presenta, oltre alla visione del mondo che adottiamo nella realtà, una vasta gamma di visioni “ipotetiche” [“as if” views]: queste visioni rendono la nostra mente flessibile. Siamo in grado di prendere in considerazione punti di vista alternativi o equivalenti al nostro.


Domanda 3: Come valuta la fantascienza in rapporto alla letteratura mainstream?


La SF non esplora le profondità delle relazioni interpersonali e umane: questo è il suo difetto; d’altra parte, su un piano puramente intellettuale, è molto più ricca di idee e visioni, risultando perciò superiore, da questo punto di vista, alla letteratura mainstream o di qualità. Inoltre (vedi sopra), non ha bisogno di far leva sullo stile, perché può svariare molto di più in termini di contenuto. Ma la SF (a eccezione di Bradbury) si addice ai giovani, più ottimisti, che non hanno ancora veramente sperimentato le durezze della vita; la narrativa di qualità invece – giustamente – preferisce occuparsi degli sconfitti, di quelli che hanno già perso qualche occasione… Dunque, la narrativa di qualità è più matura… ahimè!


Domanda 4: Crede che gli aspiranti scrittori possano trarre un beneficio dal fatto di essere appassionati del genere, intervenire sulle fantine e partecipare alle convention?


Un piccolo beneficio. Sarebbe utile se gli appassionati li facessero parlare, invece di tentare di istruirli. Parlare è compito dello scrittore: questi non deve mai trasformarsi in ascoltatore. Le idee della SF, però, non provengono dagli appassionati o, comunque, dall’ambiente: derivano – o almeno dovrebbero derivare – dal vasto mondo e, in particolare, dai suoi lidi più lontani. Da qualsiasi luogo, ma non dal giro degli appassionati.


Domanda 5: In base alla sua esperienza personale, quale/i fonte/i indicherebbe a uno scrittore principiante come la/e più feconda/e di idee per produrre storie di fantascienza?


Giornali che trattano delle più avanzate ricerche nel campo della psicologia clinica e, in particolare la scuola europea dell’analisi esistenzialista. C.G.Jung. Testi orientali come quelli sul buddismo zen, il taoismo ecc. Opere storiche realmente autorevoli – non le volgarizzazioni – come The Brutal Friendship. Opere medievali, soprattutto quelle che trattano di arti, come quella del soffiatore di vetro, e scienza, alchimia, religione ecc. La filosofia greca e la letteratura latina di ogni genere. Testi religiosi persiani. Studi rinascimentali di teoria dell’arte. Drammi tedeschi dell’epoca romantica.


Domanda 6: Crede che uno scrittore di fantascienza principiante dovrebbe concentrarsi sui racconti brevi invece che su romanzi, o viceversa? Perché?


Prima i racconti brevi, per imparare a padroneggiare questa forma più semplice. Poi, molto lentamente, lavorare a pezzi più lunghi – sulle venticinquemila parole, diciamo. Solo allora, affrontare un romanzo vero e proprio (circa sessantamila parole), basato sulla struttura di uno scrittore prescelto. Io, per esempio, per il mio primo romanzo mi sono basato su una struttura di A.E. Van Vogt. In seguito, acquistata più fiducia in me stesso, me ne sono allontanato. Assicurarsi, in ogni caso, di scegliere un autore esperto della forma romanzo (per esempio, non scegliete Ray Bradbury).


Domanda 7: Che suggerimenti può dare a uno scrittore principiante per quanto riguarda lo sviluppo di personaggi “realistici” e la scrittura di dialoghi efficaci?


Leggere scrittori moderni “di qualità”, soprattutto lavori brevi di Algren, Styron, Herb Gold e gli scrittori della cosiddetta New School, nonché gli ottimi scrittori di sinistra degli anni trenta come Dos Passos e Richard Wright, per risalire fino a Dreiser e Hawthorne, cercando di limitarsi agli scrittori americani (inclusi, ovviamente, Hemingway e Gertrude Stein), perché sono loro che hanno sviluppato il dialogo realistico. Provare anche i realisti francesi, come Flaubert, per la trama e la caratterizzazione. Evitare Proust e altri scrittori soggettivisti. Infine, studiare approfonditamente tutto James Joyce, dai suoi primi racconti brevi fino a Finnegans Wake.


Domanda 8: Crede che un romanzo efficace abbia bisogno di un messaggio o di una morale? Perché?


Assolutamente no! L’idea che un romanzo abbia bisogno di una morale o di un messaggio è profondamente borghese. Ai tempi dell’aristocrazia si riconosceva che non era compito dell’arte edificare o elevare: poteva avere successo grazie alla semplice capacità di impressionare. I quartetti d’archi di Mozart non sono edificanti, e ditemi quale sarebbe, per esempio, il messaggio o la morale dell’ultimo Beethoven. La musica è pura; anche la letteratura può esserlo, e tanto più lo diviene quanto più abbandona gli intenti edificanti o didascalici. Lo scrittore non ha alcuna autorità morale; non più del pubblico, comunque, e spesso meno di questo. Quale morale può mai insegnare? Quel che può fare è presentare le proprie idee.


Domanda 9: In che misura crede sia possibile determinare il punto di vista politico, religioso e morale di uno scrittore sulla base dell’esame delle sue storie?


Nel caso di un bravo scrittore, quest’operazione è impossibile. Solo un cattivo scrittore descrive il proprio punto di vista nei suoi lavori di narrativa. Comunque, è pur sempre possibile trovare pagine ben scritte in un testo “didascalico”. Al momento, però, non saprei citare un titolo (si pensi a Ray Bradbury: non c’è modo, leggendo le sue opere di capire quali ne siano le convinzioni personali; lo scrittore, in questo caso, scompare completamente e la storia si presenta da sé. Così, almeno, dovrebbe succedere). Credere che le convinzioni di un autore siano deducibili dai suoi scritti è uno degli errori capitali della critica letteraria: Freud, per esempio, compie ripetutamente questo terribile errore. Uno scrittore abile può adottare qualsiasi punto di vista richiesto dai suoi personaggi: su questo si misura la sua arte, la sua abilita nel liberare la propria opera dai pregiudizi personali.


Domanda 10: Nella realizzazione dei suoi scritti formativi, quale autore l’ha influenzata di più? Quali altri fattori – retroterra, istruzione ecc. – hanno avuto un’influenza rilevante?


L’autore che più mi ha influenzato è Van Vogt. Ma anche Tony Boucher (le sue osservazioni critiche, non i suoi scritti di narrativa). E mi ha influenzato anche l’interesse per i romanzieri giapponesi del dipartimento di francese dell’Università di Tokyo attivi dopo la seconda guerra mondiale. E l’interesse per la psicologia del profondo e le droghe. E quello per lo “strema of consciousness” à la Joyce. Oltre a questo – ma non lo raccomando agli aspiranti scrittori – l’”esaurimento nervoso”, che ho avuto a diciannove anni, a ventiquattro e poi ancora a trentatrè. Sofferenze di questo genere formano il tuo punto di vista, a spese, però, del tuo istinto di conservazione: si può migliorare come scrittori, ma il prezzo è troppo alto.


Domanda 11: Qual è, oggi, a suo parere, il limite più consistente della fantascienza?


L’incapacità di esplorare le sottili, intricate relazioni tra i sessi. Gli uomini, nel rapporto che instaurano con le donne, si cacciano nelle situazioni più complicate, e la SF ignora – o è incapace di affrontare questo fondamentale aspetto della vita adulta. Per questo motivo, la SF resta “pre-adulta” e dunque attira – più o meno – i “pre-adulti”. Se la SF esplorasse questo aspetto della vita non perderebbe i suoi lettori, quando questi raggiungono la maturità. La SF deve assolutamente risolvere questo problema o sarà sempre in ritardo, come lo è ora. Un’eccezione è costituita da Piano Meccanico, e io consiglio a tutti gli appassionati e soprattutto agli aspiranti scrittori di studiare approfonditamente, nel dettaglio, questo stupendo romanzo, che affronta esplicitamente la relazione tra il protagonista e la moglie.


[Tratto dal libro: "Philip K. Dick. Vita breve e felice di uno scrittore di fantascienza" - Universale Economica Feltrinelli, 1995]


lunedì, giugno 09, 2008

Ridley Scott torna alla fantascienza con "Il Mondo Nuovo"


Ridley Scott torna alla fantascienza: sedici anni dopo 'Blade Runner' il regista portera' sullo schermo l'adattamento di 'Il mondo nuovo' di Aldous Huxley. Lo rivela il Los Angeles Times, spiegando che il protagonista del film, Bernard Max, sara' interpretato da Leonardo Di Caprio e che la sceneggiatura sara' affidata alla penna di Andrew Nichols. 'Ho aspettato venti anni per tornare a questo genere di film - aveva dichiarato nei mesi scorsi Scott - Cercavo un libro adatto, ora capisco di averlo trovato'. (AGI) - Los Angeles, 6 giu. -


[fonte: www.agi.it]

domenica, maggio 11, 2008

Premio Oltrecosmo III: I vincitori




Sono annunciati i risultati finali della III edizione del Premio Oltrecosmo per la narrativa breve fantascientifica in lingua italiana, in concomitanza con la pubblicazione dell’antologia relativa alla seconda edizione del Premio. Dopo aver valutato i 106 scritti pervenuti in redazione, Pregiuria e Giuria hanno stabilito la seguente classifica:







1. “Samsara, Inc.”, di Gabriella Stanchina

2. “Briganti”, di Francesco M. De Collibus
3. “L’inviato”, di Francesco Troccoli
4. “Mancanza di spazio”, di Matteo Carriero
5. “Schermi Neri”, di “ScarWeld” (pseudonimo)
6. “Seconda Nascita”, di Cristian Pavone
7. “Lo spettatore”, di Simone Faré
8. “(Un)lucky Luciano”, di Riccardo Gazzaniga
9. “Madonnina delle Macchine”, di Giulia Abbate
10. “Il mio primo romanzo”, di Mauro Contini
10. “I nanoevoluti”, di Mauro Cancian
12. “Chiudi sessione”, di Massimo Baglione
13. “La torre”, di Paola Preziati Scaglione
14. “Io mi chiamo Pluto”, di Paolo Zardi
15. “La risacca”, di Angela Loi
16. “Visioni dal futuro”, di Claudio Fallani
17. “Gli ultimi giorni di Dave Kozminsky”, di Massimo Zanicchi
18. “Unica regola bianco”, di Elisa Pessa
19. “Soglia del dolore”, di Federica Ramponi
20. “L’anima”, di Mauro Rodella
21. “Il sincrotrone”, di Giovanni Pedrani

I racconti “Il mio primo romanzo”, di Mauro Contini e “I nanoevoluti” di Mauro Cancian si classificano a pari merito al decimo posto.
Gli undici scritti così selezionati saranno pubblicati nell’antologia tematica “Racconti dal- l’Oltrecosmo - III edizione”.

[Tratto dal sito sektoralpha.it]


mercoledì, marzo 19, 2008

Addio ad Arthur Clarke, gigante della fantascienza

Londra, 19 mar. (Adnkronos/Ign) - Lo scrittore inglese Arthur C. Clarke, uno dei giganti della fantascienza insieme a Isaac Asimov e Ray Bradbury, celeberrimo per il film '2001 Odissea nello Spazio' di Stanely Kubrick tratto dal suo racconto 'La sentinella', è morto ieri sera nell'ospedale Apollo di Colombo, la capitale dello Sri Lanka.

Aveva 90 anni e dallo scorso dicembre era stato ricoverato a più riprese per complicazioni respiratorie. ''Sir Arthur si è spento per una crisi cardio-respiratoria'', ha annunciato il suo segretario personale, Rohan da Silva. Clarke viveva in Sri Lanka dalla metà degli anni Cinquanta.

Scrittore di fantascienza tecnologica, Clarke è riesciuto mirabilmente a riversare in narrativa le idee scientifiche alla base dei suoi studi: è autore di oltre 50 libri, tradotti in 30 lingue diverse, stampati in decine di milioni di copie. Ed è anche lo studioso, lo scienziato, il geniale ideatore dei satelliti geostazionari, il teorico degli ascensori orbitali, delle coltivazioni sottomarine, del cavo cristallino monomolecolare.

Arthur Charles Clarke nasce il 16 dicembre 1917 a Minehead, una cittadina balneare del Somerset, in Inghilterra. A 21 anni si trasferisce a Londra, viene assunto dalla British Interplanetary Society, e comincia a interessarsi delle nascenti ricerche aerospaziali. Durante la Seconda Guerra Mondiale combatte nelle fila della Raf, l'aeronautica inglese, con i gradi da ufficiale. Partecipa anche agli esperimenti con i primi radar e i pionieristici sistemi di atterraggio cieco. Racconta in seguito quest'esperienza nel suo libro (non fantascientifico) 'Sentiero di discesa', e la ricorda anche più tardi, forse inconsciamente, nella stesura del romanzo 'Ombre sulla Luna'.

Al termine della guerra, Clarke pubblica l'articolo tecnico 'Extra-terrestrial Relays', discutendo della possibilità di posizionare satelliti in orbita geostazionaria per le comunicazioni. Per l'epoca si tratta di un'intuizione assolutamente straordinaria. Passano infatti 25 anni prima che essa venga realizzata, e Clarke ha rimpianto a lungo che, se solo avesse brevettato la sua idea, sarebbe diventato miliardario. Comunque, essa gli frutta in seguito grandi riconoscimenti nel mondo della ricerca scientifica (medaglia d'oro del Franklin Institute, Premio Lindbergh, Borsa di Studio del King's College di Londra). Ma la massima gratificazione gli viene concessa dall'Associazione Astronomica Internazionale, che battezza ufficialmente l'orbita geostazionaria a 42.000 chilometri Orbita di Clarke. Curiosamente, la carriera di scrittore procede di pari passo con quella di scienziato. Infatti, nello stesso 1945, Clarke pubblica anche il suo primo racconto di fantascienza. Si tratta di 'Rescue Party', scritta nel marzo di quell'anno ed apparsa nel maggio dell'anno successivo su 'Astounding Science'.

Nel 1948 Clarke ottiene il First Class Honor (importante titolo accademico inglese) in matematica e fisica presso il King's College di Londra. Il 15 giugno 1953 sposa l'americana Marilyn Mayfield, da cui divorzia appena sei mesi dopo. Interrogato a tale proposito, lo scrittore confessa: "Sapevo già di non essere tipo da matrimonio, ma pensavo che ogni uomo dovesse sposarsi almeno una volta nella vita".

Negli anni successivi Clarke-scienziato si interessa di meteorologia (profetizzando come i satelliti ed i razzi meteorologici siano destinati a rivoluzionare questa branca della scienza) e di esplorazione oceanica. Clarke scrittore, invece, in questo periodo scrive i suoi più importanti romanzi di fantascienza, nonché opere di saggistica e di divulgazione. Nel 1962 termina il libro 'Profiles of the Future', in cui si sforza di estrapolare con precisione e rigore scientifico le principali caratteristiche del mondo di domani. Nel 1964 egli inizia la collaborazione con il regista Stanley Kubrick per la realizzazione di una pellicola liberamente tratta dal suo racconto 'The Sentinel' (La Sentinella). Da questa collaborazione nascerà il capolavoro cinematografico '2001: Odissea nello Spazio' (1968).

Nel 1969 Clarke, insieme con Walter Cronkite e Wally Schirra, partecipa alla radiocronaca delle missioni dell'Apollo 11, 12 e 13 per la rete televisiva americana CBS. Negli anni '80 realizza due serie televisive, trasmesse in numerosi paesi, tra cui anche l'Italia: si tratta di 'Arthur C. Clarke's Mysterious World' (1981) e 'Arthur C. Clarke's World of Strange Powers' (1984). Prende parte anche ad altre trasmissioni televisive con tema lo Spazio, ad esempo la serie 'Universo' di Walter Cronkite nel 1981.

Il successo del film '2001: Odissea nello Spazio' produce una fioritura di sequel letterari. Nel 1985 Clarke pubblica '2010: Odyssey Two', e collabora con Peter Hyams per la versione cinematografica del romanzo. Poiché già da tempo Clarke si è stabilito a Sri Lanka, lui e Hyams (che invece vive a Los Angeles) lavorano insieme esclusivamente via modem. Clarke trova il modo di raccontare persino quest'esperienza scrivendo un ennesimo libro: 'The Odyssey File - The Making of 2010'.

[Tratto da Adnkronos.com]

lunedì, febbraio 25, 2008

Premio Oltrecosmo III


















Alcuni giorni fa si è concluso il lungo processo di selezione dei racconti da parte della Pregiuria. I risultati sono visibili da questa pagina: http://www.oltrecosmo.org/classifica.php

In particolare, come potete vedere, i pregiurati hanno selezionato: un racconto con 5 voti positivi, due con 4, e 18 con 3, per un totale di 21 racconti. I titoli e i rispettivi voti sono elencati qui di seguito:

#1 - "Chiudi Sessione", 3/5
#3 - "L'anima", 3/5
#6 - "Samsara, Inc.", 3/5
#12 - "Visioni dal futuro", 3/5
#16 - "Gli ultimi giorni di Dave Kozminsky", 3/5
#24 - "Il sincrotrone", 3/5
#30 - "Schermi Neri", 3/5
#41 - "(Un) lucky Luciano", 3/5
#46 - "La torre", 3/5
#53 - "Briganti", 3/5
#54 - "Il mio primo romanzo", 3/5
#75 - "L'inviato", 3/5
#79 - "Soglia del dolore", 3/5
#84 - "Io mi chiamo Pluto", 3/5
#85 - "Lo spettatore", 5/5
#86 - "Madonnina delle Macchine", 4/5
#89 - "Unica regola bianco", 3/5
#90 - "Mancanza di spazio", 3/5
#99 - "Seconda Nascita", 3/5
#101 - "I nanoevoluti", 3/5
#104 - "La risacca", 4/5

Questi racconti saranno ora passati alla Giuria, che provvederà a stilare una classifica tra i selezionati e a dichiarare il racconto vincitore, che sarà pubblicato (insieme agli altri 9 meglio classificati) nell'antologia del Premio.

Nel frattempo, nel forum ( http://www.oltrecosmo.org/forum/ ) è possibile leggere e commentare i primi racconti scartati, che verranno inoltrati a intervalli regolari. Gli autori vengono avvisati via e-mail quando il loro scritto viene pubblicato, per cui leggeranno con ogni probabilità i vostri commenti.

venerdì, febbraio 15, 2008

N.A.S.F.4: Il Bando di Concorso









Bando di concorso di www.nuoviautori.org per racconti di fantascienza

quarta edizione

a cura di

Carlo Trotta e Massimo Baglione
in collaborazione con la rivista letteraria “Nugae”


Il bando

Rosa / Nero


La quarta edizione di Nuovi Autori Science Fiction, dopo varie discussioni sul nostro forum di sci-fi con molti autori delle edizioni precedenti (autori che ringraziamo per la partecipazione!), vede come tema la contrapposizione tra due generi letterari: il Rosa e il Noir.

Le opere devono avere come tema una storia di fantascienza ambientata in uno dei seguenti scenari:

Rosa:
“ viene detto romanzo rosa quel genere di romanzo che narra vicende amorose e passionali a lieto fine venate di romanticismo e dedicate soprattutto a un pubblico femminile." questa è la definizione di rosa che si trova su Wikipedia. Beh, vediamo di sfatarla! Una bella storia d'amore, soprattutto se ambientata nello Spazio, o sulla Terra del futuro, può interessare anche lettori maschi, non necessariamente romantici. Nel nostro caso, inoltre, il lieto fine non è d'obbligo... scoprire che la nostra amata è in realtà un venusiano non è infatti detto che sia piacevole!

Noir:
il noir è un sottogenere del giallo. Giorgio Gosetti: “il noir non è un genere: è un colore, uno stato d’animo, una sensazione. Il noir più che indicare un genere specifico designa un tono generale, una serie di motivi, un insieme di sottogeneri". Nel nostro caso la distinzione tra noir e giallo è, quindi, di "atmosfera". Saranno dunque privilegiati i racconti più cupi e inquietanti, che contengano le caratteristiche del giallo: omicidi, rapine, colpevoli da stanare, indizi sparsi... il tutto in uno sfondo di corruzione, di umanità spietata, di delinquenza ormai sempre più dilagante, anche al di là dei confini delle colonie terrestri...

A partire da questa edizione abbiniamo al concorso letterario anche un concorso parallelo per la realizzazione grafica della copertina e delle sezioni interne della raccolta. Il disegno per la copertina dovrà in qualche modo riassumere tutti i temi proposti dal bando letterario, mentre i disegni per le sezioni interne dovranno descrivere solo uno dei suddetti argomenti. A questo concorso parallelo parteciperanno anche i precedenti illustratori, quindi sarà lotta dura!
Gli autori dei disegni selezionati avranno in premio la raccolta ed entreranno a far parte dell'albo d'oro dei disegnatori di NASF (vedere sito). Cosa aspettate?

L’opera, anche più di una e per più temi, deve essere inviata in una cartella contenente la seguente documentazione:

il racconto
in formato .odt, .rtf o .doc (OpenOffice, Word), non superiore alle 20.000 battute (spazi inclusi), con carattere Times New Roman 12, tutto in nero, interlinea singola, formato pagina A4, senza formattazioni del testo (nessun corsivo o grassetto);

il disegno
in qualsiasi formato grafico ed eseguito con qualunque tecnica;

un breve riassunto

dichiarazione di proprietà e di unicità dell’opera
Il sottoscritto “…” dichiara che l’opera in allegato intitolata “…” è inedita e di mia esclusiva proprietà. In fede… “firma” (per “firma” intendiamo il nome per esteso dell’autore);

note personali e breve biografia
dati anagrafici, e-mail ed eventuale sito personale che, in caso di pubblicazione nell’opera, saranno inseriti sotto il nome dell’autore. La biografia è obbligatoria;

autorizzazione a pubblicare l'opera
in caso di valutazione positiva da parte della commissione interna, l’opera sarà inclusa nella raccolta cartacea NASF 4.
Autorizzo la pubblicazione dell’opera intitolata “…” per i soli fini del concorso di letteratura fantascientifica NuoviAutori.org Science Fiction, quarta edizione. In fede… “firma” (per “firma” intendiamo il nome per esteso dell’autore).

Il materiale deve essere inviato entro il 30 agosto 2008 a nuoviautorifantascienza@yahoo.it.

A differenza delle scorse edizioni, i testi contenenti gravi errori grammaticali e/o formali saranno respinti, sperando in questo modo di instillare la buona abitudine di rileggere con calma l’opera prima di spedirla, soprattutto perché possono essere lette da figure meno pazienti di noi.

Alcuni consigli per migliorare il testo:

Dialoghi
ognuno ha le proprie preferenze riguardo la sintassi di un dialogo tra i personaggi, noi preferiamo usare il trattino. Di seguito un piccolo esempio, fate attenzione agli spazi:
- Sei sicuro? - chiese Mario.
- Certo che sì! - rispose l’altro, poi aggiunse: - Perché non dovrei?
- Va bene, ho capito, non ti scaldare!

“ d” eufoniche
è preferibile evitare l’uso della “d” eufonica tra vocali non uguali. Per esempio ”ed ora, ad unire, od altro” è meglio trasformarle in “e ora, a unire, o altro”.
Ovviamente, “ed era, ad amare, od oltre” restano invariati;

Punteggiatura
il punto, la virgola, l’esclamativo e l’interrogativo non vogliono spazi prima, ma ne esigono uno dopo.

Tra le virgolette (“queste qui”) non ci devono essere spazi tra esse e il testo che contengono, invece è obbligatorio tra esse e il resto del testo (così “forse” è più chiaro);

Puntini di sospensione
i puntini di sospensione… sono sempre tre, nessuno spazio prima… e solo uno dopo;

Spazi
evitare di inserire spazi inutili, soprattutto a inizio frase o per impaginare il testo;

Tabulazioni
evitare di usarli, soprattutto a inizio frase o per impaginare il testo.

I testi selezionati saranno inseriti nell’antologia cartacea NASF 4 che uscirà orientativamente entro ottobre 2008. Il racconto vincitore assoluto sarà, inoltre, pubblicato sulle pagine della rivista letteraria trimestrale “Nugae” e una copia omaggio del numero contenente l’elaborato verrà spedita all’autore. Ogni autore può partecipare a tutti i temi previsti, ma solo una delle opere sarà scelta per l’eventuale pubblicazione. I testi restano di proprietà degli autori e sono da intendersi “in prestito” esclusivamente per questa pubblicazione. Per gli autori selezionati saranno previsti sconti sulle copie e, benché non vi sia alcun obbligo di acquisto, contiamo molto sulla vostra riconoscenza verso questo difficile e impegnativo progetto letterario. Il costo di una raccolta è sicuramente inferiore al costo di un qualsiasi concorso a pagamento, che pagate a prescindere dall'essere selezionati o meno e, considerando anche che non avete affrontato spese di spedizione per inviarci le vostre opere, potrete certamente concedervi un regalo fantascientifico.
Ogni autore sarà periodicamente informato sull’andamento del concorso, o su aggiornamenti a esso correlati, presso l’email fornita con i dati personali. E’ altresì possibile consultare la pagina online di NASF sulla quale saranno costantemente riportati gli aggiornamenti, oppure visitare il forum dedicato a questo concorso.

La partecipazione al concorso è gratuita.

I dati personali, in base alla legge per la privacy, saranno utilizzati solo ed esclusivamente per la gestione del concorso ed eventuali contatti tra www.nuoviautori.org e l’autore stesso.

La commissione è formata da:

Carlo Trotta, web master di www.nuoviautori.org;
Massimo Baglione, collaboratore e co-responsabile;
Lettori volontari e competenti, scelti per la loro dedizione al progetto, ai quali saranno sottoposte le opere in modo anonimo.

Per qualsiasi informazione e per inviare le opere: nuoviautorifantascienza@yahoo.it.

Sito: www.assonuoviautori.org/NASF/NASF.htm
Forum: www.assonuoviautori.org/forumnasf/
Blog di “Nugae”: http://rivistanugae.blogspot.com

Ci auguriamo di ripetere il discreto successo delle precedenti edizione, convinti di riuscire a fare ancora meglio!

Cordialmente,
lo Staff di nuoviautori.org.

venerdì, febbraio 01, 2008

Spesso il male di vivere ho incontrato



Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.



[Eugenio Montale, da Ossi di seppia, 1925]

domenica, novembre 04, 2007

L'incipit


«Io sono fatto di acqua. Non ve ne potete accorgere perchè faccio in modo che non esca fuori. Anche i miei amici sono fatti di acqua. Tutti quanti. Il nostro problema è che non solo dobbiamo andarcene in giro senza essere assorbiti dal terreno ma, anche, che dobbiamo guadagnarci da vivere.»

[Confessioni di un'artista di merda - Philip K. Dick]

mercoledì, ottobre 17, 2007

Philip K. Dick: Genio e Follia.


«La realtà è quella cosa che quando smetti di crederci non svanisce. »
[Philip Kindred Dick - 16 Dicembre 1928 / 2 Febbraio 1982]



Attualmente sono due i film che prendono spunto da i racconti del visionario scrittore di fantascienza Philip Kindred Dick, il padre di romanzi come Ma gli androidi sognano le pecore elettriche (più noto come blade runner o cacciatore di androidi), L’uomo nell’alto castello (the man in the high Castle, noto anche come La svastica sul sole), un oscuro scrutare (a scanner darkly) e altri capolavori.
Il primo è Next, tratto dal racconto The golden man interpretato da Nicolas Cage e Jessica Biel e diretto da John Woo.

Il secondo (come afferma Fanucci nell’intervista che potete ascoltare ciccando sul link riportato sotto questo articolo), sarà un famoso quanto misterioso regista a firmarlo, che ha acquistato i diritti del romanzo di fantascienza Ubik per farne una trasposizione cinematografica.

Due sono anche le biografie: Quella di Bill Pullman, che interpreterà una pellicola sull’autore, e più precisamente un film che racconterà quello che passava dalla sua fervida e visionaria mente, in bilico tra genio e follia, droga e dissociazione, quando Dick era ancora in vita.

E quella di Paul Giamatti, che produrrà e interpreterà il film con la sua nuova casa di produzione Touchy Feely in collaborazione con la fondazione Philip K. Dick Estate (attraverso la casa di produzione interna Electric Sheep), con uno sviluppo più classico rispetto al film interpretato da Pullman.

Nonostante Dick sia stato definito autore di romanzi fantascientifici, questa definizione va a lui stretta. Egli infatti usa il futuro, la tecnologia, e tutti quegli artefici appartenenti a tal genere per indagare nel profondo dell’essere umano, della teologia, della metafisica, della politica e la psiche.

Le domande che spesso ricorrono nei suoi scritti sono: Cosa è umano? Cosa è reale?

E sempre scopriamo che niente è reale, che non esiste una realtà, ma un multiverso di infinite realtà ognuna vera quanto l’altra dove l’umanità non si trova mai dove ci si aspetta, ma sempre dove in teoria non dovrebbe trovarsi. L’uomo descritto da Dick è in eterna contraddizione e lotta con se stesso, l’antieroe per antonomasia (con qualche rara situazionale eccezione), mai completamente buono, né totalmente malvagio, che spesso si muove lungo il confine sottile tra normalità e follia.

L’uomo protagonista dei racconti di Philip K. Dick si muove in un mondo negativo, in un futuro spesso distopico, che si sfalda sotto gli occhi dello sbalordito lettore, oltre che a quelli del protagonista che vive in prima persona questa apocalittica entropia che si muove dal suo interno per avvolgere tutto ciò che gli sta attorno.

Il cinema, invece, tende alla spettacolarizzazione delle immagini in stile holliwoodiano (come nel pessimo Paychek interpretato da Ben Affleck e Uma Thurman tratto da I labirinti della memoria o dal brutto Minority report di Spielberg), facendo delle peripezie dei protagonisti e degli effetti speciali la colonna portante del film, a scapito dello spessore dei personaggi, alle prese con il loro mondo interiore e delle tematiche tanto care al nostro Dick.

Due sono le eccezioni che mi sento di fare: Il bellissimo Blade runner di Ridley Scott, tratto da Ma gli androidi sognano le pecore elettriche?, che nonostante le sostanziali differenze della sceneggiatura rispetto alla trama del romanzo, riesce a mantenere le atmosfere e il significato dell'opera originale.

Seconda eccezione va fatta per il fedelissimo A scanner Darkly (Un oscuro scrutare, tratto dal romanzo omonimo) di Richard Linklater con Keanu Reeves, Winona Rider e Robert Downey Jr. girato e poi rielaborato con la tecnica Rotoscope.

Nell’attesa che gli ultimi riadattamenti cinematografici escano nelle sale, possiamo leggere la maggior parte delle opere che la casa editrice Fanucci ha ristampato per il venticinquesimo anniversario dalla morte del famoso scrittore.



Ascolta la puntata di “La storia in giallo” dedicata a Philip K. Dick andata in onda su radio 3 il 13.10.2007



«Quel che mi importa è scrivere, l'atto di produzione del romanzo, perchè mentre lo sto compiendo, in quel momento particolare, vivo davvero nel mondo di cui sto scrivendo. Diventa assolutamente reale, per me. Poi, quando ho finito e devo fermarmi, ritirarmi da quel mondo per sempre, sto malissimo.»
(Philip K. Dick)

Bibliografia http://www.geocities.com/fictionpub/autori/dickbib.htm
Sito ufficiale http://www.philipkdick.com/
Fan site http://www.pkdickbooks.com/

sabato, settembre 15, 2007

Un oscuro scrutare

Che spreco, pensò, per una casa davvero tanto bella. Quante cose si sarebbero potute fare con una casa come quella. Una donna, dei bambini, insomma una famiglia avrebbe potuto viverci. Per questo era stata progettata con tre camere da letto. Che spreco; che cazzo di spreco! […]
Pagò il tassista, tirò fuori le chiavi di casa ed entrò.
Immediatamente sentì che qualcosa lo stava scrutando: le olocamere. Non appena ebbe varcata la soglia. Solo… Nessun altro eccetto lui in casa. Falso! Lui e le olocamere, insidiose e invisibili, che lo guardavano e registravano. Qualsiasi cosa facesse. Qualsiasi suono emettesse. […]
Quello che dovrei fare, pensò, per tirarmi fuori da tutto questo, sarebbe di vendere la casa; del resto se ne cade a pezzi. Ma… io amo questa casa. Non se ne parla nemmeno!
E’ la mia casa.
Nessuno mi porterà fuori di qui.
Per qualsiasi ragione loro vorrebbero o vogliono farlo.
Supponendo, in tutto questo, che ci siano dei ‘loro’.
Potrebbero essere soltanto una mia immaginazione, questi ‘loro’ che mi stanno osservando. Paranoia. E se non fosse piuttosto un ‘esso’? L’’esso’ spersonalizzato.
Qualsiasi cosa sia ciò che mi sta osservando non è umano.
Non secondo i miei parametri, almeno. Non qualcosa che io possa riconoscere come tale.
Per quanto stupido possa apparire tutto ciò è spaventoso.
Mi si sta facendo qualcosa, ed è una cosa a farmelo, qui, nella mia casa Proprio davanti ai miei occhi.E proprio davanti agli occhi di qualcosa; sotto lo sguardo di una qualche cosa. Una cosa che, diversamente dalla piccola Donna dagli occhi scuri, non batte mai le palpebre.
Che cosa vede una camera? Si chiese. Voglio dire, che cosa vede per davvero? E fin dove? Anche dentro la testa? Anche giù dentro il cuore? Può una passiva telecamera a luci infrarosse, come quelle in uso un tempo, o un’olocamera tridimensionale, del tipo che si usa oggi, l’ultimo tipo, vedere fin dentro di me, fin dentro di noi, in modo chiaro? O in modo confuso, oscuro? Io spero possa, pensò, vedere con chiarezza, perché io non riesco a vedermi dentro oramai. Io vedo solo tenebre. Tenebre tutt’intorno; tenebre dentro. Spero, per il bene di ciascuno, che le olocamere facciano meglio. Perché, pensò, se all’olocamera è dato solo un oscuro vedere, nel modo in cui a me è dato, allora nostra è la maledizione, e ancora siamo maledetti, come lo siamo sempre stati, e così saremo tutti spinti verso la morte conoscendo poco o nulla, e quel poco, e quel nulla, conoscendolo male.
Dalla piccola libreria del soggiorno trasse un volume a caso; venne fuori, scoprì Il libro illustrato del sesso. Lo aprì a una pagina qualsiasi e gli capitò quella che mostrava un uomo che mordicchiava felice la tetta destra d’una pollastrella, ripresa in atteggiamento sospiroso; poi, come se stesse leggendo a se stesso dal libro, scandì a voce alta, col tono di chi cita qualche grande testa d’uovo di filosofo antico:
- Ogni singolo uomo vede soltanto una piccola porzione della verità complessiva; e molto spesso, in realtà quasi…

Weh! Steck’ ich in dem Kerker noch?
Verfluchtes dumpfes Mauerloch,
Wo selbst das liebe Himmelslicht
Trűb durch gemalte Scheiben bricht!

Beschränkt mit diesem Bűcherhauf,
Den Wűrme nagen, Staub bedeckt,
Den bi sans hohe.
*

…sempre, egli deliberatamente s’inganna anche su questo piccolo prezioso frammento. Una parte di se stesso gli si rivolta contro e prende ad agire come se fosse un’altra persona, distruggendolo dall’interno. Un uomo all’interno di un altro uomo. Il che vuol dire nessun uomo del tutto. –
Annuendo, come se fosse rimasto commosso dalla saggezza di quelle parole che non erano nemmeno scritte sulla pagina, chiuse il grosso volume rilegato in rosso, con stampato in caratteri dorati il titolo Il libro illustrato del sesso, e lo rimise sullo scaffale. Spero che le olocamere non facciano una zoomata sulla copertina di questo libro, pensò, e mi mandino all’aria la beffa.

_______________________________

*Ahi, ancora nel carcere mi trovo?/ cupo, maledetto buco, / dove anche l’amata luce del cielo / torbida rompe tra lastre dipinte! / Costretto da questa massa di libri / che i vermi rodono, la polvere ricopre / fino alla cima.


[Brano tratto da "A scanner darkly" (un oscuro scrutare, scrutare nel buio) Philip K. Dick]

giovedì, giugno 07, 2007

NASF3 - un pò di autopromozione (seconda parte)

Si è conclusa ieri la selezione dei racconti per il concorso di letteratura fantascientifica N.A.S.F. (Nuovi Autori Science Fiction) giunto ormai alla terza edizione.
Le opere dovevano essere inviate entro il 30 Aprile 2007 ed avere come tema una storia di fantascienza non superiore alle 20.000 battute (spazi inclusi), ambientata in uno dei seguenti scenari:
Robot: intesi anche come androidi, cyborg e ferraglia saldata.

Alien: qualunque storia coinvolgesse gli alieni e le loro interazioni con noi umani. Entrambi i temi erano liberamente interpretabili. Per la selezione finale, però, sono state agevolate le opere che contenenti omaggi e/o citazioni ad autori già famosi, ai loro personaggi o alle loro ambientazioni. I testi selezionati saranno inseriti nell’antologia cartacea N.A.S.F. 3 che uscirà orientativamente entro Giugno 2007. Il racconto vincitore sarà inoltre pubblicato sul primo numero disponibile di “Futuro Europa”, rivista edita dalla casa editrice Perseo.

Di seguito sono riportati gli autori dei racconti che faranno parte dell’antologia NASF3 “Robot Vs Alien”


Vincitore assoluto:

Simone Corà sezione Alien

Autori della sezione Robot:

Alessandro Conti, Andrea Laprovitera, Angela Catalini, Lorenzo Pedrazzi, Ettore Mariani, Giosué Cremonesi, Carlo Bramanti, Lorenzo Marchese, Marco Maria Sorge, Guido Marcelli, Alessandro Dalla Lana, Antonella Iacoli, Davis Fiore, Lucianna Ruggiero, Stefano Iatosti, Matteo Polloni, Bruno Giordano, Claudio Fallani, Gianluca Gendusa, Davide Di Candia, Giorgio Burello, Simone Conti, Claudio Zago, Filippo Skindrak, Luca Forgiarini, Riccardo Simone, Blond, Marco Cartello, Marco Iosa.

Autori della sezione Alien:

Michele Piccolino, Luigina Sgarro, Angelo Collina, Teresa Regna, Maria Galella, Biancamaria Massaro, Fabio Musati, Andrea Franceschin, Max Firinu, Matteo Mancini, Emanuele Natale, Ennio Cosenza, Francesco Troccoli, Jonathan Concas, Davide Piccirillo, Alberto Priora, Mauro Cancian



Le copertine delle due precedenti antologie di fantascienza N.A.S.F.1 "Nuovi viaggi, nuovi tempi, nuovi robot" e N.A.S.F.2 "Utopia, Distopia, Ucronia" a cura di Carlo Trotta, Massimo Baglione e Andrea Coco.

domenica, aprile 29, 2007

Primi incontri













Dei nostri incontri ogni momento noi
festeggiavamo come epifania,
soli nell'universo tutto.
Tu piú ardita e lieve di un battito d'ala
su per la scala, come un capogiro
volavi sulla soglia, conducendomi
tra l'umido lillà, dentro il tuo regno
che sta dall'altra parte dello specchio.

Quando scesa la notte, a me la grazia
fu elargita, le porte dell'altare
si aprirono, nel buio prese luce
e lenta si chinò la tua nudità.

Sulla terra tutto fu trasfigurato,
anche le cose semplici - il catino,
la brocca - e tra noi di sentinella
stava l'acqua dura e stratiforme.

Chissà dove fummo sospinti,
dinanzi a noi s'aprivano miraggi
di città costruite per prodigio,
solo la menta si stendeva sotto i piedi
gli uccelli erano compagni di viaggio
i pesci balzavano dal fiume
il cielo si dispiegava ai nostri occhi.

Quando il destino seguiva i nostri passi
come un pazzo con il rasoio in mano.

[
Arsenij Aleksandrovic Tarkovskij]

martedì, febbraio 20, 2007

Sulla Qualità..

[...] L'inversione copernicana di Fedro del rapporto tra Qualità e mondo oggettivo potrebbe sembrare astruso se non la si spiegasse con cura, ma lui non aveva nessuna intenzione di essere astruso. Intendeva dire semplicemente che, nell'attimo della discriminazione, prima di poter distinguere un oggetto deve esserci una sorta di consapevolezza non intellettuale che definì consapevolezza della Qualità. Si può essere consapevoli di aver visto un albero solo dopo averlo visto, e tra l'istante della visione e quello della consapevolezza deve esserci un intervallo di tempo, a cui talvolta viene attribuita scarsa importanza. Ma nulla giustifica un atteggiamento del genere.
Il passato esiste solo nella nostra memoria, il futuro solo nei nostri progetti. Il presente è l'unica nostra realtà. L'albero di cui sei consapevole intellettualmente, a causa di quel piccolissimo intervallo di tempo è sempre nel passato, e pertanto è sempre irreale. Qualsiasi oggetto concepito intellettualmente è sempre nel passato e pertanto è irreale. La realtà è sempre il momento della visione che precede la concettualizzazione. Non c'è nessun'altra realtà. Questa realtà preintellettuale è quanto Fedro sentiva di avere giustamente individuato come Qualità. Dato che tutte le cose identificabili intellettualmente devono emergere da questa realtà preintellettuale, la Qualità è la genitrice, la fonte di tutti i soggetti e gli oggetti.
Fedro capì che gli intellettuali sono quelli che fanno più fatica a vederla, proprio perchè non esitano un attimo a rinchiudere tutto in forme intellettuali. Chi fa meno fatica sono i bambini piccoli e la gente incolta. Ecco perchè, pensò Fedro, la squareness è una malattia così tipicamente intellettuale.
[...] Di solito gli square, diceva, a causa dei loro pregiudizi, danno poca importanza alla Qualità, cioè alla realtà preintellettuale; la ritengono un semplice periodo di transizione privo di accadimenti tra la realtà oggettiva e la sua percezione soggettiva. Non cercano neanche di scoprire se non sia per caso diversa dalla concezione intellettuale che ne hanno loro.
Invece è proprio diversa. [...]

[Tratto da: "Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta" di Robert M. Pirsig]

venerdì, settembre 22, 2006

PREMIO LEGRI 2001: Graduatoria finale.

I concorrenti dovevano continuare, in prosa, il seguente incipit proposto dalla scrittore Carlo Lucarelli:


“La luce era quella di sempre, anche l’aria e i suoni erano quelli di tutti i giorni. C’era solo qualcosa di diverso, un particolare, un dettaglio: un’ombra. Niente di più di un’ombra, ma abbastanza per capire che da quel momento tutto sarebbe stato diverso...”.


I primi trenta classificati alla seconda edizione del concorso letterario “Premio Legri 2001" saranno pubblicati nel volume dal titolo "L'ombra" che sarà edito a cura della Festa dell'Unità di Legri.




CLASSIFICA:


1 classificato

ROBERTO SANTINI Il volo del falco

2 classificato
FRANCESCA PIAZZINI Sbarre

3 classificato
STEFANO ROSSI In una notte oscura

4 -TERZA AGNOLETTI La catasta
5- DOMENICO MEDEA
La chitarra di Santana
6- BENEDETTA RIGACCI
Una tisana di erbe
7 -LEONARDO PETTI
Autunno fragile
7 -MARCO ROSSI
I gabbiani di Honfleur
7 -SERGIO TONON
Onda temporale
7 - GIORGIA MONTANARI
La fisarmonica rossa
11-PAOLO AMIOTTI
I canarini
12-CLAUDIO FALLANI La figura nell'ombra
13-ROSINA ANGELUCCETTI
L'ombra e Dio
13-MATTEO PIRINU
La canzone di Maya
15-FRANCESCO CATARZI
Washington 1999
15-DEBORAH BALLERINI
La grane magnolia
17-MARIO BERTINI
Quella falce di luna
18-LUCIA SANI
Un risveglio
18-ELEONORA FILIE’
Nascere a se stessi
20-RENATO CAPINOTI
L’impiegato comunale
21-GIOVANNI MANCINI
Il profumo del gelsomino
22-MARIA CRISTINA BARTOLETTI
Nemesi
22-LICIA ANTONIELLI
Bellacoda
22-ROSSANA REGINATO
Ho ucciso mio fratello
25-DAVIDE FINIZIO
Per la morte della pena
25-MILA SALVINI
L’ombra ed io
25-PATRIZIA ARRIGHINI
L’ultima battitura
25-MARIA CRISTINA BARTOLETTI
Reidratazione
25-ALESSIO MIGLIORINI
Virus
30-DONATELLA DONATI
L'ombra del domani
31-ELISABETTA PECCHIOLI
Opere murarie
32-GIANNA BATISTONI
Lo giuro
32-VALENTINA GORI
1938
32-VALENTINA GORI
Il cassetto ei regali sbagliati
32-ALICE CARRADORI
L'ultimo respiro
32-ALESSANDRO BONANNI
I fiori di Fiorella
37-SARA ROSSI
Sotto i susini qualcosa di nuovo
38-DEBORA FABRI
L'ombra del nulla
38-DANIELA TINTI
Ombre e fosse
40-ELENA RUGI
Pensiero senile
40-GUIDO ROCCHI
In ricordo dell3alluvione del 5.9.1960
42-GIAMMARIA SOTTILI
Il ruolo delle ombre
43-GIANNI GNESINI
Una domenica al Vanguard
44-MARCO ANDREA UGOLINI
Sangue in San Frediano
44-ANDREA COVERINI
Tutto mi transferisco in loro
44-AURELIO ULIVI
Alta velocità
47-STEFANIA RAZZOLI
L’ombra e i colori
48-DANIELA BINELLO
La vita di un'altra
49-ELDA GIACHETTI
Storia di una casalinga
49-ALFREDO ALTIERI
La donna dei sogni
51-SIMONETTA GUARNIERI BASSI
senza titolo
52-SABRINA BONAIUTI
Occhi di ghiaccio
52-ILARIA CANGIOLI
La scelta possibile
54-ROBERTO DI LORETO
I l treno di Jenny
54DONATELLA CIOCIA NELLI
Lettera da un amico di penna
54-GRAZIELLA BENCINI
Un'ombra e qualcosa di nuovo sarebbe successo
57-MARY M.G. BIANCHI
Nell'ombra di un possibile
58-STEFANIA MOSCATI
Sensazioni
59-TANIA CONFORTI
senza titolo
60-CARLA SORELLI
Marina di Pisa 15 Luglio
61-MIHAELA BIFFI
senza titolo