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sabato, gennaio 17, 2009

domenica, dicembre 28, 2008

mercoledì, novembre 19, 2008

sabato, ottobre 25, 2008

Day is done - Nick Drake



When the day is done
Down to earth then sinks the sun
Along with everything that was lost and won
When the day is done.

When the day is done
Hope so much your race will be all run
Then you find you jumped the gun
Have to go back where you begun
When the day is done.

When the night is cold
Some get by but some get old
Just to show life's not made of gold
When the night is cold.

When the bird has flown
Got no-one to call your own
Got no place to call your home
When the bird has flown.

When the game's been fought
Newspapers blow across the court
Lost matches sooner than you would have thought
Now the game's been fought.

When the part is through
Seems so very sad for you
Didn't do the things you meant to do
Now there's no time to start anew
Now the part is through.

When the day is done
Down to earth then sinks the sun
Along with everything that was lost and won
When the day is done.

mercoledì, ottobre 01, 2008

lunedì, settembre 29, 2008

lunedì, settembre 22, 2008

sabato, settembre 20, 2008

Lhc live


Cliccando sul link sottostante potrete vedere l'esperimento in atto al Cern di Ginevra ripreso da telecamere a circuito chiuso.

LHC Compact Muon Solenoid Experiment Webcams

martedì, settembre 16, 2008

Ground on down - Ben Harper



I believe in a few things
God the devil and love
cause I've looked up from the bottom
and I've stared down from above

I have faith in a few things
divinity and grace
but even when I'm on my knees
I know the devil prays

and you're working your way
from the ground on down

I hate to say I love you
because it means that I
will be with you forever
or will sadly say goodbye

I love to say I hate you
because it means that I
will live my life happily without you
or will sadly live a lie

and you're working your way
from the ground on down

life is short
and if your lookin' for extension
with your time
you had best do well

cause there's good deeds
and there is good intention
they're as far apart
as heaven and hell

and you're working your way
from the ground on down

giovedì, settembre 11, 2008

Session 9

mercoledì, settembre 10, 2008

venerdì, settembre 05, 2008

Il rap degli scienziati per il test sul Big Bang


LA REPUBBLICA
, 5 settembre 2008

Il 10 settembre è in programma il Large Hadron Collider
. Secondo alcuni scienziati "si rischia la fine del mondo"

Il Cern spiega in musica perché non bisogna avere paura.

A pochi giorni dal discusso test del Large Hadron Collider (Lhc) a Ginevra, gli scienziati più giovani del CERN (Centro europeo per la ricerca) hanno messo in rete un video che a tempo di rap racconta l'esperimento e rassicurare la gente.

ASCOLTA IL RAP DEGLI SCIENZIATI

Perché le particelle elementari presentano masse diverse? Sappiamo che il 95% della massa dell'universo è costituita da materia diversa da quella ordinaria. Di che si tratta? In altre parole, cosa sono la materia e l'energia oscura? In termini per non addetti ai lavori, come ha avuto inizio l'universo? A queste ed altre domande i fisici di tutto il mondo sperano di trovare risposte esaurienti il 10 settembre.

In un tunnel di 27 chilometri di circonferenza, scavato tra 50 e 150 metri sotto terra tra le montagne del Giura francese e il lago di Ginevra in Svizzera, l'Lhc (Large hadron collider), il più grande e potente acceleratore di particelle esistente al mondo costato 6 miliardi di euro, farà scontrare due fasci di particelle atomiche che viaggiano in direzione opposte e ad altissima velocità (oltre il 99,9% della velocità della luce) generando temperature che supereranno un trilione di gradi Celsius (100 mila volte più alta di quella che esiste al centro del sole) e una pioggia di nuove particelle che verranno studiate dai fisici. In questo modo gli scienziati sperano di individuare le particelle dette bosoni di Higgs, che, per ora solo in teoria, avrebbero dato massa ad ogni altra particella esistente.

La collisione avverrà in quattro punti, in corrispondenza di quattro caverne in cui il tunnel si allarga in altrettante sale, o stazioni sperimentali, che ospitano le sedi dei rivelatori dei principali esperimenti di fisica delle particelle programmati dal Cern. E' infatti il Centro europeo per la ricerca nucleare, con sede a Ginevra, alla guida del più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi, finanziato da venti paesi europei più gli Stati uniti ma che sta facendo discutere tra loro ricercatori di tutto il mondo.

Un gruppo di studiosi contrari all'esperimento, preoccupati dai rischi che potrebbe comportare il ricreare le condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il big bang che ha dato origine all'universo, qualche tempo fa si era rivolto alla Corte europea dei diritti umani denunciando gli Stati sponsor del progetto di violare il diritto al rispetto della vita privata e familiare, e chiedendo quindi la sospensione del test.

Il ricorso - comunque respinto - parla di mondo a rischio distruzione, di esperimento che potrebbe addirittura creare un mini buco nero che, nel giro di quattro anni, aumenterà di potenza e dimensioni fino a risucchiare in sé il pianeta stesso. Per fortuna questi scenari apocalittici sono molto lontani dalla realtà, anche perché - seppur in tono minore - è da trent'anni che si fanno test simili senza che siano state registrate conseguenze particolari.

Secondo il portavoce del Cern James Gillies, il ricorso non ha introdotto argomenti che non siano stati già stati esaminati in passato e se questi esperimenti fossero pericolosi già lo si saprebbe. Al Centro europeo per la ricerca nucleare sono convinti che non c'è nessun motivo per temere che la messa in opera dell'Lhc possa dar vita ad un buco nero, anche perché in natura - come quando i raggi cosmici colpiscono la terra - si producono continuamente collisioni di energia, persino più forti di quelle che saranno prodotte artificialmente dall'acceleratore.

[di MARINA ZENOBIO]

sabato, agosto 30, 2008

domenica, agosto 17, 2008

venerdì, agosto 08, 2008

Baz 2.0: Shining

martedì, luglio 22, 2008

Un giorno dopo l'altro - Luigi Tenco



Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro
e tutto e' come prima
un passo dopo l'altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire e' ormai quasi passato.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e' un'abitudine.

martedì, luglio 15, 2008

La fantascienza di Marc Caro torna al cinema con Dante 01


A diversi anni dagli esordi in tandem con Jean-Pierre Jeunet, torna al cinema Marc Caro, con un'opera sci-fi che prosegue un preciso percorso nello sviluppo della creazione di un universo completo e coerente.





Tredici anni dopo La città perduta, realizzato insieme all'amico Jean-Pierre Jeunet come l'esordio Delicatessen, si rivede al cinema Marc Caro, con una nuova opera sci-fi che prosegue un preciso percorso nello sviluppo della creazione di un universo completo e coerente. Con Dante 01 il regista e illustratore francese dirige per la prima volta da solo, raccontando la storia di un gruppo di criminali, prigionieri in una stazione spaziale che ruota in un'atmosfera tossica attorno al pianeta ostile Dante, vittime di esperimenti genetici. A portare scompiglio tra queste cavie umane è un uomo misterioso che rivelerà presto i suoi poteri miracolosi, nonostante le ostilità dei compagni e il tentativo da parte dei dottori di renderlo inoffensivo. Il budget limitato ha costretto Caro e l'altro sceneggiatore Pierre Bordage a cercare sempre nuove idee per rendere credibile questa storia dalle forti implicazioni metafisiche e religiose. Tra gli interpreti Lambert Wilson e Dominique Pinon, attore feticcio suo e di Jeunet. Dante 01 sarà distribuito dal 25 luglio nelle nostre sale in 40 copie. Nel frattempo, Marc Caro ha incontrato la stampa alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma.

Marc Caro, com'è giunto a realizzare questo suo nuovo film che continua a muoversi nell'ambito della fantascienza?

Marc Caro: Ho cominciato come disegnatore di fumetti di fantascienza per varie riviste, tra cui l'italiana Frigidaire, e i miei film precedenti si muovevano sempre in questo ambito. Ho avuto molte difficoltà nella realizzazione di Dante 01 per via del budget risicato che avevamo, ma ho voluto continuare comunque per la mia strada. Per ridurre i costi siamo stati costretti a trovare idee sempre nuove. All'inizio, per esempio, volevo fare una base circolare, ma i soldi che avevamo a disposizione non ce l'hanno permesso e abbiamo ripiegato su una base quadrata, a forma di croce. In precedenza, avevo cercato di fare altri film prima di questo, ma costavano tutti troppo. Poi ho puntato su Dante 01 che richiedeva meno sforzo in questo senso, poteva essere girato in interni, con pochi personaggi e un universo con una sua coerenza e una finestra sull'esterno. Vedo molti film in cui gli attori dicono tre parole e già si sa come andrà a finire. Io ho cercato di dare ambiguità e complessità alla storia per proporre qualcosa di diverso, ho usato la simbologia nei nomi e nei colori. I nomi dei vari personaggi rappresentano tutti un peccato. Ho quindi cercat di creare un universo simbolico e iniziato per restare nel budget basso.

A quali pellicole si è ispirato nella realizzazione di Dante 01?

L'influenza maggiore è stata la fantascienza degli anni '60 e '70. Mi sono ispirato a film come 2001: Odissea nello spazio, al primo film diretto da George Lucas, cioè L'uomo che fuggì dal futuro, e ancora ai film sovietici come quelli di Andrei Tarkovsky. Adoro naturalmente anche i film di fantascienza americani più recenti, ma a me interessava proporre qualcosa di nuovo, di alternativo rispetto a quello che c'è in giro. Del cinema americano ho preso la figura dell'eroe, anche se il mio non è un cowboy spaziale, ma una sorta di Cristo che aiuta gli altri. Importanti punti di riferimento sono stati anche i film di animazione giapponesi come Ghost in the Shell, Akira e quelli di registi come Satoshi Kon. Inoltre, un'altra importante fonte di ispirazione è venuta da quel cinema in cui si fa un attento uso della musica, accostandola alle immagini. Penso a Rota, a Morricone e a Fellini. Io volevo esprimere cose attraverso la musica legandole alle immagini, come per esempio il senso dell'angoscia. Infine, altre influenze sono state Luigi Russolo e naturalmente Dante.

In che modo si è ispirato a Dante?

Purtroppo ho letto una sola volta versione della Divina Commedia tradotta in francese, con le illustrazioni di Gustave Doré, e perciò confesso che spesso ho guardato più le immagini rispetto alla storia. Nel film ho cercato di rappresentare i diversi cerchi dell'inferno, ma visti i fondi che avevamo mi sono dovuto accontentare solo di tre gironi dell'inferno. Magari chissà, in futuro girerò i restanti.

In un film come Dante 01 quanto è importante lo storyboard?

Non ho disegnato io lo storyboard, se ne sono accupati altri due disegnatori. C'è questo bisogno naturale di visualizzare il film prima di partire con le riprese. Lo storyboard è quindi uno strumento molto utile per la realizzazione del film, perché ci sono informazioni importanti sulle luci, sui costumi, sulla posizione degli attori, ecc. Per me rappresenta un supporto necessario.

Quali sono i suoi progetti per il futuro? Ci dobbiamo aspettare ancora film di fantascienza?

Continuerò sicuramente con la fantascienza perché è quello che mi piace. Amo il cinema mitico, astratto e simbolico. I miei antenati Melies e Cocteau rimangono comunque delle grandi influenze per me. Forse ho un aspetto masochista perché tra Lumiere e Melies scelgo sempre la strada del soprannaturale, rispetto a quella più razionale.

Perché secondo lei l'ambito fantascientifico è spesso utilizzato per esplorare l'ambito metafisico?

Ho la sensazione che la fantascienza sia una letteratura di speculazione, in cui ci si chiede sempre "cosa succederebbe se". Inoltre, tratta di argomenti come l'immortalità e di quello che succederà dopo la morte, quindi fantascienza e metafisica sono due cose strettamente collegate. C'è un problema in Francia con l'irrazionalità, forse perché il nostro pensiero è dominato dalle teorie di Cartesio, dal razionalismo, e anche se spieghiamo l'irrazionalità con la scienza e i numeri non viene mai percepita come possibile.

Cosa ci dice invece dei temi della disumanizzazione e della tecnologia che tornano spesso in questo tipo di pellicole?

Per quel che riguarda la fantascienza parliamo sempre di ciò che ci circonda nella realtà. Non ho niente contro la scienza, se si usasse per migliorare l'umanità andrebbe bene, ma spesso se ne fa un uso sconsiderato per distruggere l'uomo. Da quando esiste, la tecnologia è sempre stata utilizzata per distruggere, piuttosto che per migliorare.

Perché si è concluso il suo sodalizio con Jeunet?

Ho profonda ammirazione per i film realizzati da Jean-Pierre Jeunet, ma non sono cose che voglio fare ora. In una coppia creativa ci sono gusti differenti e quelli che sono simili spesso vanno messi da parte per crescere. L'aspetto fantastico per me è indispensabile ed è su questo punto che è avvenuta la separazione. Poi avevo anche voglia di esplorare aspetti metafisici, strani, più scuri e perciò sono andato per la mia strada, perché fondamentalmente sono un taoista punk e voglio continuare a esserlo. Comunque, io e Jeunet siamo rimasti grandi amici e lui ha finanziato la scrittura di una mia nuova sceneggiatura, un film intitolato Maitre Cube, che sarà caratterizzato da un maggior umorismo e sarà a metà strada tra Buster Keaton e Jacques Tati.

[Tratto da: www.movieplayer.it]

Amore, fermati