Chi gli altri conosce è erudito; chi conosce se stesso, è saggio. [Lao-Tzu]
“Ogni singolo uomo vede soltanto una porzione della verità complessiva; e molto spesso, in realtà quasi sempre, egli deliberatamente s'inganna anche su questo piccolo prezioso frammento" [...] [Fred/Bob Arctor – Un oscuro scrutare - P.K.Dick]
martedì, settembre 12, 2006
lunedì, settembre 11, 2006
SINCRONICITA'
Attraverso il contatto con il pensiero filosofico orientale, oltre che con la riflessione su alcuni sorprendenti avvenimenti della sua vita, che sembravano sfuggire ad ogni interpretazione razionale, Jung approfondì ulteriormente questi temi. La sincronicità venne così distinta dal semplice "sincronismo" relativo ad eventi che accadono simultaneamente, ma che non hanno alcuna connessione di significato.
Nel 1952 Wolfang Pauli, fisico quantistico e premio Nobel pubblicò insieme a Jung un libro sul concetto di ‘sincronicità, "Naturer-klung und Psyche". Nella parte scritta da Jung, dal titolo "Sincronicità come principio di nessi acausali" l’analista propone un parallelismo fra psicologia del profondo e fisica, in particolare sulla relatività delle categorie di spazio e tempo. Se Jung cercava in questo libro di spiegare la psicologia attraverso al fisica, Pauli parlava nel suo saggio della presenza di ‘archetipi ‘nelle teorie di Keplero, confermando un parallelo fra lo studio della fisica e della psicologia.
Jung e Pauli sostenevano che alla triade della fisica classica composta di tempo, spazio e causalità dovesse essere aggiunta anche la sincronicità.
Il concetto junghiano di sincronicità viene spesso utilizzato per dare una spiegazione ‘scientifica’ all’astrologia o ad altre pratiche divinatorie, in una pericolosa commistione fra scienza e magia.
La Sincronicità (1952) - Carl Gustav Jung
Biblioteca Bollati Boringhieri
Altri articoli correlati:
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto. La Sincronicità
Sincronicità ed E.S.P.
Wikipedia: Sincronicità
domenica, settembre 10, 2006
Aforisma del giorno
Alcuni si ritengono perfetti unicamente perchè sono meno esigenti nei propri confronti. [Hermann Hesse]
sabato, settembre 09, 2006
Pillole di saggezza orientale [parte seconda]
Di certo non c'è altro che il particolare scopo del momento presente, tutta la vita di un uomo è fatta di momenti che si susseguono, chi sa comprendere pienamente il momento presente, non dovrà fare altro, ne dovrà porsi altri scopi
[tratto dall’Hagakure]
Cd: Craig Armstrong - World Trade Center (Sony - BMG)
wtcmovie.com
sonybmgmasterworks.com
venerdì, settembre 08, 2006
Videominuto Pop Tv 2006
Il tempo stringe, specie in video. Tocca essere rapidi, sintetici, efficaci. 60" possono bastare ad elaborare video-cartoline, appunti per lungometraggi a venire, aforismi, note filosofiche, short cuts, documenti in pillole, spot devianti, ipotesi narrative Tutto in 1 minuto.
Videominuto offre agli autori 60", disponibili ai soggetti più diversi, privilegiando la sintesi come forma espressiva, libera e aperta a temi che vanno dal documento sociale all'attualità, dalla video-arte all'elettronica, alla sperimentazione pura. Il videominuto è un formato multipiattaforma: adatto per lo streaming sul web, come intermezzo nei palinsesti televisivi e nelle programmazioni dei canali digitali-satellitari. Soprattutto, il minuto in video è un formato sexy che ha fatto tendenza per la sua semplicità, la sua fattibilità (sia tecnica che economica), la sua democraticità nel permettere a chiunque di realizzare il proprio mini-film.
Videominuto 2006: vedi il programma delle serate.
Eppur Felice
Fosche nubi oscurano il cielo e l’anima
Il mare,
dal vento agitato,
dipinge turbini d’acqua
ed il pensiero lontano vaga
di te in cerca.
E non so
quanta vita ho perso
restando immobile
con il cuore in mano tra i tuoi capelli
Eppur felice
di averla donata a te.
[C.F.]
Pillole di saggezza orientale
Nella regione di Kamigata è diffuso una specie di cestino da pranzo intrecciato, che si usa un solo giorno nelle passeggiate campestri. Al ritorno i gitanti se ne liberano calpestandolo. La fine è importante in tutte le cose.
[Hagakure]
Donne e uomini diversi nel cervello
Il ragionamento che fa la differenza
Che di fronte a compiti di tipo linguistico o visuale gli uomini e le donne, pur raggiungendo gli stessi risultati nello stesso tempo, ragionassero in modo diverso, molti studi lo provano, ma finora non era mai stato appurato che veramente usino parti diverse del cervello.
Con la risonanza magnetica per immagini al Kennedy Krieger Institute di Baltimora (Usa) gli scienziati hanno analizzato il cervello di 30 bambini, maschi e femmine, mentre eseguivano compiti molto semplici. Uno riguardava l’elaborazione verbale e consisteva nel riconoscere, in una sequenza di parole che scorrevano, quali erano in rima. Mentre nell’altro, di tipo visuale, i volontari dovevano individuare alcune linee gialle in mezzo a tante blu e segnalare quando erano allineate.
Lato destro o sinistro?
Quello che è emerso per i ricercatori è molto interessante: quando pensano le parole le donne usano il giro frontale inferiore bilateralmente mentre gli uomini usano di più la sola parte sinistra. Nell'interpretare informazioni visuali, invece, gli uomini usano entrambi i lobi parietali e le donne di più il lobo di destra.
Oltre a servire per l’eventuale cura di alcuni disturbi mentali in maniera differenziata tra uomini e donne, lo studio potrebbe aiutare gli scienziati anche a capire dove e perché nascono le diverse propensioni (per esempio per la matematica o l’arte) nei bambini e nelle bambine.
giovedì, settembre 07, 2006
Cervo volante, pericolo costante
Aforisma del giorno
Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso; e si usano le opere d'arte per guardare la propria anima [G. Bernard Shaw]
mercoledì, settembre 06, 2006
Déjà - vu
I déjà vu sono un fenomeno difficile da spiegare dal punto di vista scientifico. Ci sta riuscendo un gruppo di ricercatori inglesi dell'Università di Leeds con il progetto Cognitive Feelings Framework ideato da Chris Moulin, neuropsicologo cognitivo, da anni impegnato negli studi sulla memoria e sull'Alzheimer.
Questo il colloquio intercorso tra la giornalista Carlotta Magnanini e il Dottor Chris Moulin.
Dottor Moulin, come si spiegano i déjà vu?
Da studi effettuati su pazienti epilettici, possiamo affermare che i déjà vu hanno origine nei lobi temporali del cervello e sono causati dallo scontro tra due processi opposti: le sensazioni, quel qualcosa che percepiamo come già vissuto, e la conoscenza oggettiva, cioè il fatto di aver già vissuto quel qualcosa nella realtà.
In cosa consiste il vostro progetto?
Vogliamo individuare una struttura come il Cognitive Feelings Framework: è il primo passo per spiegare l'interazione causale tra certe indefinibili sensazioni soggettive e determinati stati di coscienza associati alla memoria. In particolare a noi interessa individuare e studiare non tanto cosa la gente ricorda e dimentica, ma che effetto fa ricordare o dimenticare. Io le chiamo "sensazioni cognitive" per differenziarle dalle "emozioni".
Voi parlate di déjà vu come di una malattia cronica?
Lavoravo in un istituto clinico a Bath e un giorno un uomo entrò nel mio studio, diceva di avere continue sensazioni di déjà vu. Non una ogni tanto, ma perennemente 24 ore su 24. Non poteva andare in nessun posto, vedere gente, leggere un libro senza avere la certezza di averlo già fatto, conosciuto, letto. Tutta la sua vita era un film già visto. Ho capito di trovarmi di fronte ad una testimonianza eccezionale, ma non unica: come lui dovevano per forza esistere altri casi al mondo, bisognava solo trovarli. Così ho cominciato a studiare i normali déjà vu, quelli che tutti più o meno conosciamo nella vita di tutti i giorni.
Cosa è emerso dai suoi studi fino ad oggi?
L'elemento più interessante è l'esistenza di due sistemi, due sfere dell'attività cerebrale nettamente separate fra di loro: quella delle sensazioni e quella della conoscenza vera e propria.
Fonte "L'espresso" 31 agosto 2006
Aforisma del giorno
[Catullo]
martedì, settembre 05, 2006
Woody Allen
La psicanalisi è un mito tenuto vivo dall'industria dei divani.
Non sarai mai solo con la schizofrenia.
I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed e' una tacca piu' sotto di quella di un maniaco sessuale.
Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico la domenica.
LA STELLA CHE NON C'E'
| Regia di: | Gianni Amelio |
| Cast: | Sergio Castellitto, Tai Ling, Angelo Costabile, Hiu Sun Ha, Catherine Sng, Enrico Vanigiani, Roberto Rossi |
| Genere: | Drammatico |
Sinossi:
Una delegazione cinese arriva in Italia per rilevare un grande impianto da un’acciaieria in disarmo. Vincenzo Buonavolontà, manutentore specializzato nei controlli delle macchine, è convinto che l’altoforno in vendita non sia in buone condizioni e vuole ostinatamente trovare il guasto perchè non succedano, com’è già accaduto, incidenti gravi agli operai che dovranno manovrarlo. Vincenzo scopre il difetto dell’impianto quando però i cinesi sono già ripartiti con tutto il carico per il loro Paese. Non ci pensa due volte: vola a Shanghai per consegnare di persona la centralina idraulica modificata che permetterà all’altoforno di funzionare perfettamente. Ma lo aspetta una brutta sorpresa: l’azienda cinese che aveva comprato l’impianto lo ha già rivenduto ad altri, il capo della delegazione che Vincenzo aveva conosciuto in Italia è passato a nuovi incarichi e, soprattutto, nessuno sa o vuole dire dove sia finito l’altoforno...
Aforisma del giorno
Una domanda alla quale non sono riuscito a rispondere, nonostante 30 anni di ricerche sull'animo femminile, è: "Cosa vuole una donna?".
[Sigmund Freud]
lunedì, settembre 04, 2006
Il mistero di quella pioggia rossa. E se arrivasse da mondi lontani?
E' caduta a Kerala, in India, nel 2001 e qualche settimana fa. Nei suoi globuli non c'è il Dna. E spunta l'ipotesi extraterrestre
"Non abbiamo mai visto nulla del genere prima d'ora"di LUIGI BIGNAMI
Il mistero risiede nei globuli rossastri che compongono la pioggia. Essi hanno un diametro di circa 10 micron, poco più grandi di un globulo rosso che è di 7 micron. Louis sostiene di aver osservato 15 piccole cellule fuoriuscire da una cellula madre dando origine ad un chiaro processo di moltiplicazione. Ma questo fenomeno, per quanto avviene negli organismi terrestri, necessita della presenza di Dna. E qui sta il mistero o se si vuole il problema da risolvere. Louis infatti, non è riuscito a trovare il Dna. Per questo ha inviato il materiale ad altre università più attrezzate in questo tipo di ricerca. Spiega Chandra Wickramasinghe, della Cardiff University, che sta studiando il materiale di Kerala: "Non abbiamo mai visto nulla del genere prima d'ora. Non ci sono dubbi che questi globuli sono composti da idrogeno, silicio, ossigeno, carbonio e alluminio. Possiedono pareti molto spesse così che è difficile entrarvi o estrarre il materiale che vi è all'interno. Le analisi che abbiamo eseguito con il Dapi (la sostanza utilizzata dai biologi per mettere in luce la presenza di Dna all'interno delle cellule viventi) ha dato risultati contrastanti".
Nonostante le ricerche fin qui condotte, non si riesce a capire cosa produca il colore rosso ai globuli in questione. I ricercatori vorrebbero rompere le pareti delle cellule per studiare ciò che vi è all'interno, ma l'operazione risulta estremamente complessa perché le pareti sono molto spesse e risulta difficile romperle senza disperdere il contenuto. "Forse - ostiene Louis- le pareti spesse servono a quegli organismi per sopravvivere nello spazio, al di fuori dell'atmosfera terrestre".
Il ricercatore indiano infatti, ipotizza che la pioggia rossa sia composta da organismi di origine extraterrestre giunti fin sulla Terra. Spiega Louis: "La caduta di materiale extraterrestre sulla Terra può essere spiegato se si ipotizza che all'origine della pioggia vi sia stata una piccola cometa che si è scontrata con il nostro pianeta, i cui frammenti sono precipitati nell'atmosfera terrestre proprio sopra Kerala". A sostegno di questa ipotesi vi è il fatto che poco prima della pioggia rossa del 2001 vennero udite delle esplosioni del tutto simili a quelle che producono le meteoriti quando esplodono nell'atmosfera. Se l'ipotesi dovesse trovare conferma, secondo Louis, il corpo cometario che incrociò la Terra avrebbe dovuto possedere al suo interno almeno 50.000 chilogrammi di tale materiale. Alcune settimane or sono la pioggia rossa è tornata su Kerala.
La ripetizione del fenomeno è spiegabile con l'ipotesi extraterrestre? "Si - ostiene Louis- perché è possibile che dopo 5 anni la Terra sia entrata nell'orbita della cometa che impattò con il nostro pianeta nel 2001". Un po' quel che succede quando in agosto si hanno le stelle cadenti. Ma possibile che la pioggia cada solo su Kerala? "Sono abbastanza sicuro che essa sia caduta anche da altre parti, ma nessuno ci ha fatto caso", continua il ricercatore.
Cosa pensano altri scienziati sull'ipotesi extraterrestre della pioggia rossa? Secondo David Lloyd, direttore della Cardiff University, i "globuli rossi" potrebbe essere una forma di vita ancora in parte sconosciuta, ma del tutto terrestre che si è sviluppata nelle nubi sopra Kerala. Ma possibile che sia caduta solo nel 2001 e nel 2006? "A questo non so rispondere", replica Lloyd. Conclude Louis: "Il primo ad essere scettico sull'ipotesi dell'ipotesi extraterrestre delle piogge rosse sono io stesso, tuttavia al momento rimane la spiegazione più semplice e ovvia e corroborata da un insieme di prove. Sarò il primo a ritrattarla, tuttavia, se qualcuno dimostrerà che quelle particelle hanno un'altra origine". La sfida, per trovare la soluzione ad uno dei più affascinanti e misteriosi fenomeni degli ultimi anni, è lanciata.
(1 settembre 2006)
Fonte: La Repubblica
Aforisma del giorno
Il cinismo è l'arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere
[Oscar Wilde]
domenica, settembre 03, 2006
Aforisma del giorno
A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialzerà e continuerà per la sua strada.
[Winston Churchill]
sabato, settembre 02, 2006
Erick Morillo
L'amore
che ci accade?
Ahi il nostro amore è una corda dura
che ci lega ferendoci
e se vogliamo
uscire dalla nostra ferita,
separarci,
ci stringe un nuovo nodo e ci condanna
a dissanguarci e a bruciarsi insieme.
Che hai? Ti guardo
e nulla trovo in te se non due occhi
come tutti gli occhi, una bocca
perduta tra mille bocche che baciai, più belle,
un corpo uguale a quelli che scivolarono
sotto il mio corpo senza lasciar memoria.
E come andavi vuota per il mondo
quale una giara color di frumento,
senz'aria, senza suono, senza sostanza!
Invano cercai in te
profondità per le mie braccia
che scavano, senza posa, sotto la terra:
sotto la tua pelle, sotto i tuoi occhi,
nulla,
sotto il tuo duplice petto sollevato,
appena
una corrente d'ordine cristallino
che non sa perché corre cantando.
Perché, perché, perché,
amore mio, perché?
[Pablo Neruda]
Carl Gustav Jung
Jung pose a fondamento delle patologie psichiche e pertanto del suo edificio teorico, la nozione di "complesso a tonalità affettiva" e, seguendo l'eredità della psichiatria francese, individuò nella costitutiva scindibilità della psiche l'origine della malattia.
Il rapporto di Jung con Freud è testimoniato da un nutrito carteggio, ricco di note personali, di informazioni di circostanza e di un prezioso scambio di osservazioni e di punti di vista scientifici che tratteggiano, meglio di qualsivoglia biografia, la personalità dei due uomini di scienza.
Anno cruciale per la vita di Jung fu il 1913, in cui a) si consacrò il distacco definitivo, personale e teorico, da Freud, testimoniato dallo scritto La libido. Simboli e trasformazioni, b) propose per il proprio ambito di ricerca la denominazione di "psicologia analitica", c) inaugurò un periodo, che si protrarrà fino al 1919, noto come "malattia creativa" durante il quale approfondì la sperimentazione dei propri prodotti inconsci, attraverso la tecnica dell' "immaginazione attiva" e il lavoro dell' "amplificazione" applicata ai disegni ricavati dalle immagini oniriche.
La sua concezione del "relativismo psicologico" trovò espressione nei Tipi psicologici pubblicati nel 1921, in cui mise a punto la fondamentale ineludibilità del punto di vista soggettivo e la conseguente inesauribilità dell'inconscio e della psiche umana. Su queste premesse, Jung richiamò l'attenzione sull'importanza etica della consapevolezza della propria prospettiva cognitiva e affettiva, nell'esame delle situazioni cliniche e delle formulazioni teoriche.
Negli anni immediatamente successivi, attraverso l'approfondimento dell'amicizia con il sinologo Richard Wilhelm, si dedicò allo studio della religiosità e della filosofia cinesi, che rappresentò il primo momento della sua apertura verso culture diverse da quella occidentale. Nel 1924 iniziò le ricerche etnopsicologiche presso gli indiani pueblo nel Nuovo Messico e nell'Arizona. Sempre nello stesso anno fondò negli Stati Uniti la prima associazione di psicologia analitica che divenne poi Istituto.
Negli anni successivi le sue ricerche si aprirono a ventaglio verso molteplici direzioni: dai rapporti tra psicologia e educazione, tra psicologia analitica e concezione del mondo, mitologia, alchimia, filosofia gnostica, ad una riflessione più approfondita intorno al concetto di "energia psichica" in quanto "relazione", che trovò espressione nello scritto L'io e l'inconscio del 1928. Nello stesso anno inaugurò un seminario dal titolo "Dream Analysis" che continuò fino al 1930. Testimonianza del suo interesse per i sogni inquel periodo, si trova nel lavoro Applicabilità pratica dell'analisi dei sogni.
Nel 1933 l'avvento del nazismo in Germania, portò alle dimissioni di Kretschmer da presidente dell'Artliche Gesellschaft fur Psychotherapie per il suo rifiuto a conformarsi all'ideologia nazista e quindi alla discriminazione razziale. Il posto fu preso da Jung che ritenne, in quanto straniero, di poter godere di una maggiore libertà di movimento, ma sottovalutò la forza di impatto del regime hitleriano, fino a che, sempre più limitato nella sua possibilità di azione, nel 1940 il suo nome comparve nella lista nera dei nazisti e i suoi scritti furono messi al bando in Germania e in tutti i paesi occupati.
Le riflessioni teoriche di quegli anni condussero Jung ad un approfondimento dei concetti di "archetipo" e di "inconscio collettivo", che costituiscono la naturale conseguenza delle nozioni di "complesso a tonalità affettiva" e di "energia psichica"; ugualmente definì sempre più il percorso analitico come una tappa del più generale processo di individuazione.
Psicoterapeuta dotato di una robusta concretezza, osservatore acuto ricco di una duttile immaginazione, uomo di una straordinaria cultura e di molteplici interessi. Jung si adoperò molto nell'organizzazione e diffusione della "sua" psicologia analitica: nel 1916 costituì lo Psychologischer Club Zurich, nel 1935 la Schweizerische Gesellschaft fur Psichologie, nel 1948 lo Jung-Institut, nel 1957 la Società Svizzera di Psicologia Analitica e nel 1958 l'Associazione Internazionale di Psicologia Analitica. Nel 1961, anno della sua morte, venne fondata in Italia l'Associazione Italiana di Psicologia Analitica, da cui nascerà nel 1966 il Centro Italiano di Psicologia Analitica
Letture consigliate:
- Carl Gustav Jung - Sogni, ricordi, riflessioni raccolti ed editi da Aniela Jaffè [Biblioteca Universale Rizzoli]
- Carl Gustav Jung - Psicologia e patologia dei cosiddetti fenomeni occulti [Universale Bollati Boringhieri]
- Carl Gustav Jung - Psicologia e Poesia [Universale Bollati Boringhieri]
- Carl Gustav Jung - La sincronicità [Universale Bollati Boringhieri]
Suonare con il cuore
"Suonare con il cuore", probabilmente mai metafora fu più azzeccata, ma questa volta l'interpretazione musicale non c'entra. Uno studio di medici inglesi ed italiani pubblicato sulla prestigiosa rivista Heart, ha scoperto che la musica influenza il battito cardiaco e la frequenza respiratoria. L'effetto è particolarmente accentuato nei musicisti.
Si è scoperto che la frequenza del battito di ogni persona varia in funzione del ritmo della musica ascoltata, in modo direttamente proporzionale: un ritmo incalzante e veloce fa accelerare anche il battito cardiaco e la respirazione, mentre i brani lenti hanno l'effetto contrario, causando un rallentamento del battito e della frequenza respiratoria.
Il Dott. Peter Sleight dell’Università di Oxford è arrivato a queste conclusioni studiando 24 pazienti sani con diversa cultura musicale, abitudine all'ascolto e preferenza individuale. Al campione è stata fatta ascoltare musica di vario genere che contenesse specifici fattori musicali come tempo, ritmo, pause e struttura melodica. Si è così evidenziato che la relazione tra i battiti della musica e i parametri cardiovascolari e respiratori è più evidente nei musicisti, in quanto le persone con attitudine musicale tendono a sincronizzare il respiro con il ritmo. In ogni caso, l'alternanza tra lo stato di eccitazione e di rilassamento delle funzioni cardiache indotte dalla musica, porterebbe a chiunque dei benefici. Secondo il Dott. Sleight, oltre ad avere un uso clinico nell'alleviare lo stress, la musica potrebbe migliorare anche le prestazioni degli atleti o la mobilità di pazienti con danni neurologici.
venerdì, settembre 01, 2006
Stati di allucinazione (Altered States). Regia: Ken Russel.
Lo scienziato ricercatore Eddie Jessup (William Hurt) è convinto che gli altri stati di coscienza siano reali quanto la realtà di tutti i giorni. Utilizzando la deprivazione sensoriale e aggiungendo potenti sostanze allucinogene, Jessup esplora questi stati di alterazione... e sopporta prove che fanno sembrare la pazzia una benedizione.
Il vincitore dell'Oscar William Hurt (al suo primo esordio) guida nei panni di Jessup un solido cast di cui fanno parte Blair Brown, Bob Balaban e Charles Haid. Lavorando sul romanzo di Paddy Chayefsky, il regista Kern Russel ci conduce con l'abilità di uno stregone attraverso il viaggio magico e orrendo di Eddie, regalandoci STATI DI ALLUCINAZIONE con abbaglianti effetti visivi e un efficace impato emozionale.
Le porte della percezione - Paradiso e inferno, Aldous Huxley (Piccola Biblioteca Oscar Mondadori)
fossero sgombrate,
ogni cosa apparirebbe com'è,infinita.
WILLIAM BLAKE
Un pò di autopromozione: Navigando nelle parole vol.24 (Edizioni Il Filo, Roma)
Navigare nelle parole significa raccontare e testimoniare in versi la sensibilità del nostro tempo, conoscere il senso della storia personale che si cela dentro la storia civile, politica e sociale. Quella storia che ogni uomo scrive e conserva dentro di sè per scandirla poi in versi, per custodirla in poesia. Perchè la poesia esiste ed è una voce forte che vuole farsi ascoltare.
Navigando nelle parole si è affermato come un importante progetto culturale ed editoriale, un'antologia poetica di riferimento che ha riscontrato e continua a riscontrare un enorme successo, di pubblico e critica.
Navigando nelle parole continua il suo viaggio, con le parole nel mare del nostro tempo, affinchè la poesia possa essere lo specchio di ogni alba, e la culla di ogni sera. E possa continuare a vivere di una voce sempre nuova, sempre profonda, sempre autentica.
Sabrina Pisu
Navigando nelle Parole, vol. 24
autori:
Edizioni il Filo, Roma
HyperSonic Sound: la musica nel cervello
HyperSonic Sound è il nome di una invenzione americana che forse rivoluzionerà il modo in cui fruiremo della musica in futuro: non più dalle orecchie, ma direttamente nel cervello.Chi si immagina chissà quale diavoleria tecnologica in sostituzione degli altoparlanti, rimarrà un pò deluso nel vedere una semplice piastra di alluminio quadrata che, a detta del suo inventore, l'americano Elwood "Woody", trasporta le onde sonore in modo selettivo direttamente al cervello dell'ascoltatore, senza passare per il suo apparato auricolare.In pratica, il segnale audio proveniente dalla sorgente sonora viene dapprima convertito in uno spettro di frequenze superiori a quelle udibili dall'orecchio umano, per poi essere inviato direttamente al cervello che le interpreta restituendoci il risultato. L'invenzione ha ricevuto il primo premio dalla giuria del Lemelson-MIT Prize, prestigiosa associazione internazionale e ha stimolato l'interesse dell'industria di apparecchi audio interessati ai possibili utilizzi in auto, a casa, nei musei e negli spazi pubblici.Certo che se un approccio diretto e intimo al mondo dei suoni si mostrasse efficace, rivoluzionerebbe completamente lo stesso concetto di ascolto (la parola ascoltare deriva dal latino auscultare, cioè sentire con l’orecchio) responsabile per millenni della sopravvivenza, della comunicazione, delle emozioni e della stessa evoluzione dell'uomo.
giovedì, agosto 31, 2006
Vinile: "In the Court of the Crimson King", King Crimson (Island 1969)
CD: "Version", Thievery Corporation ESL/Audioglobe
Non un disco con nuove canzoni dei Thievery Corporation - per quello bisognerà attendere ancora qualche mese - ma una raccolta di remix realizzati nel corso della loro oramai quasi decennale carriera. Molte delle canzoni contenute in "Versions" sono di difficile reperibilità, pubblicate in questi ultimi anni su singoli ed ep già fuori stampa. Ascoltarle su "Version" dà loro nuova vita, come se in verità fossero state pensate per vivere tutte assieme nello stesso disco.Sono passati più di 15 anni da quando i Massive Attack misero una base elettronica sotto la voce di Nusrath Fateh Ali Khan, e da allora i musicisti dell'area elettronica downbeat non hanno smesso di essere ammaliati dalle sonorità orientali. La prima canzone di "Versions", "Tanara" è firmata Ustad Sultan Khan, e lungo la corposa scaletta del cd (quasi un'ora e venti minuti di durata) si incontrano anche Anoushka Shankar e Transglobal Underground. Le sonorità banghra si mischiano senza soluzione di continuità con i remix più lounge-jazz di Nouvelle Vague, Astrud Gilberto e Herb Alpert.
Nella scaletta anche un classico come "Strange Days" dei Doors, ovviamente rivisto e corretto attraverso la sensibilità sinuosa ed elegante dei Thievery Corporation. "Versions" riscatta l'opaco "The Cosmic Game" dell'anno scorso e dimostra ancora una volta la bravura del duo americano nel rimaneggiare materiale altrui.
INFO:
eslmusic.com
audioglobe.it
A Scanner Darkly (un oscuro scrutare)
Cuore
e triste l'ho gettato in mezzo al mare:
ma prima sopra col mio sangue ho scritto...
per non amare più, per non amare
[Antonio de Curtis - Totò]












