Fin qui sei giunto per scoprire
che quel che cerchi è già dentro di te.
[Aforisma Buddhista]
“Ogni singolo uomo vede soltanto una porzione della verità complessiva; e molto spesso, in realtà quasi sempre, egli deliberatamente s'inganna anche su questo piccolo prezioso frammento" [...] [Fred/Bob Arctor – Un oscuro scrutare - P.K.Dick]
Alien: qualunque storia coinvolgesse gli alieni e le loro interazioni con noi umani. Entrambi i temi erano liberamente interpretabili. Per la selezione finale, però, sono state agevolate le opere che contenenti omaggi e/o citazioni ad autori già famosi, ai loro personaggi o alle loro ambientazioni. I testi selezionati saranno inseriti nell’antologia cartacea N.A.S.F. 3 che uscirà orientativamente entro Giugno 2007. Il racconto vincitore sarà inoltre pubblicato sul primo numero disponibile di “Futuro Europa”, rivista edita dalla casa editrice Perseo.
Di seguito sono riportati gli autori dei racconti che faranno parte dell’antologia NASF3 “Robot Vs Alien”
Se è vero che la regia è curatissima, tanto da trarre in inganno l’ignaro spettatore che già vede nell’inquadrature interne dell’astronave Icarus II tracce di 2001, e negli astronauti che osservano il sole la poesia presente in Solaris, è altrettanto vero che in queste scene saranno gli unici momenti lirici del film e che il lato metafisico del racconto è solamente accennato.
La prima parte è ben fatta e riesce a trasmettere in modo efficace il senso di infinitamente bello, al tempo stesso di ignoto ed inquietante, che nello spazio è insito.
Pur non mancando i temi: il conflitto tra scienza e fede e tra l’uomo e i suoi limiti (Icarus, come Icaro, l’uomo che sfidò gli Dèi provando a volare verso il Sole e finì per venire punito), manca un messaggio. Il film procede con una serie di impicci e accadimenti che sfociano nel thriller fantascientifico caro agli americani lasciando in realtà sospeso ciò che Boyle si prefiggeva all’inizio: ossia dare un senso più profondo alla vicenda.
Peccato, perché Danny Boyle (Trainspotting, 28 giorni dopo) si riconferma un regista comunque interessante e degno di nota e anche questo film, nonostante non rispecchi le aspettative di un pubblico più esigente, è sicuramente sopra la media dei film di fantascienza attuali.
Ecco alcuni commenti:
Hollywood Reporter: come ogni doppia programmazione dei disgustosi, shockanti, perversi film-exploitation d'un tempo, uno è meglio dell'altro. (B)
Rolling Stone: "Tarantino and Rodriguez rock it." (A-)
San Francisco Chronicle: il segmento di Rodriguez è terrificante; quello di Tarantino troppo verboso e puerile. (B)
E c'è anche una piccola stroncatura del Seattle Post-Intelligencer che dà C+ perchè l'azione è esasperata fino al ridicolo e all'eccesso.
Ma l’eccesso è proprio quello esasperato del genere Grindhouse pieno di sesso e violenza, al quale il titolo stesso fa riferimento, in voga nel cinema americano anni settanta e ottanta di cui Tarantino è un appassionato cultore. Il film è quindi pieno di citazioni agli horror, ai sexploitation dell’epoca e ai double bill features, ovvero quegli spettacoli cinematografici che permettevano di assistere a due film con il prezzo di un solo biglietto. Questo a cominciare dalla struttura: Grindhouse infatti si divide in due episodi di 90 minuti ciascuno, più cinque fake trailers, ovvero trailers di film inesistenti creati per intervallare un episodio dall’altro proprio come avveniva nelle vecchie sale cinematografiche del genere.
La prima sceneggiatura è intitolata Planet terror ed è diretta da Robert Rodriguez:
Nella loro battaglia contro questi mostri non saranno soli: presto li raggiungeranno alcuni esponenti della forza di polizia locale e anche Cherry, una ballerina da locali notturni che ha perso la gamba durante un attacco dei sickos e l’ha sostituita con una mitragliatrice.
Sarà proprio l’indomita Cherry a guidare il gruppo dei sopravvissuti in una disperata quanto feroce lotta contro le orde degli infetti!
fake trailers sono veri e propri mini-film con impatto non certamente minore rispetto ai due episodi principali, diretti da grandi nomi del genere:
They call him Machete: diretto da Robert Rodriguez con il carismatico Danny Trejo nella parte del pericolosissimo Machete.
Thanksgiving: diretto da Eli Roth.
Werewolf Women of the SS: diretto da Rob Zombie, sembra essere il più promettente di tutti, con un Nicolas Cage nel ruolo di Fu Manchu che, durante
Cameo da parte di Udo Kier, Sheri Moon e Bill Moseley!
A questi si aggiunge un filmato diretto da Edgar “Alba dei morti dementi” Wright, abbastanza da richiamare in sala ogni tipologia di fan horror!
Il secondo episodio diretto da Quentin Tarantino è intitolato Death proof:
In Italia, oltre a essere ancora sconosciuta la data di uscita, si vocifera su una possibile frammentazione in due parti del film per l’eccessiva durata, proprio come avvenne per Kill Bill.
Fonti:
Grindhouse, sito ufficiale del film
[...] Si affacciò allo spesso vetro anti-rumore e guardò fuori. Le prime note di I talk to the wind echeggiarono con infinita dolcezza ai suoi orecchi. Il cielo plumbeo assunse un colore iridescente e acceso. I rari raggi di sole che flebili filtravano dalla coltre di nubi apparivano adesso più luminosi e di un giallo vivo, sino a sembrare quasi penetrare solidi l’atmosfera. Il grigio intenso delle zone più addensate di pulviscolo si alternava a quello più chiaro delle zone dove i detriti erano meno densi nell’atmosfera creando giochi cromatici di innaturale bellezza. Abbassando lo sguardo verso terra sulle rovine della città non potè fare a meno di notare i nuovi colori che stavano assumendo, tutto era più luminoso, più vivo. Osservò le crepe incresparsi ruvide e ne immaginò la consistenza tattile. Gli uomini del regime, quelle piccole forme verde smeraldo che si muovevano al passo dell’oca, sembravano adesso più umane. La musica aveva su di lui un potere visionario mistico che gli donava la capacità di vedere le cose trascendere da ogni significato, conferendo una bellezza insolita anche a ciò che normalmente aborriva. Ogni cosa realmente era, nulla più. E nella sua quintessenza poteva finalmente ritrovare tracce di un’entità divina andata persa nel reale. La musica agiva sul suo sistema percettivo come avrebbe potuto agire
Ma non aveva solo questo effetto benefico e rigenerante (ricreazione… ), apriva le porte a nuovi schemi di pensiero. La musica induceva alla riflessione, e la riflessione era nemica dell’azione, per questo Perkins l’aveva proibita assieme alla letteratura e alla cinematografia.
Si tolse le cuffie, ripose il disco nella custodia e spense l’impianto audio, dopodichè risalì al piano superiore per prendere la sua dose giornaliera di Tumaxina in pillole. I dolori ai polmoni stavano iniziando, e il tumoxal li avrebbe calmati oltre a rallentare la corsa verso l’apoptosi cellulare. [...]
L'arte è un'astrazione: spremetela dalla natura sognando di fronte ad essa e preoccupatevi più della creazione che del risultato.
[Paul Gauguin]
E' fuggita l'estate,
più nulla rimane.
Si sta bene al sole.
Eppur questo non basta.
Quel che poteva essere
una foglia dalle cinque punte
mi si è posata sulla mano.
Eppur questo non basta.
Ne' il bene ne' il male
sono passati invano,
tutto era chiaro e luminoso.
Eppur questo non basta.
La vita mi prendeva,
sotto l'ala mi proteggeva,
mi salvava, ero davvero fortunato.
Eppur questo non basta.
Non sono bruciate le foglie,
non si sono spezzati i rami...
Il giorno è terso come cristallo.
Eppur questo non basta.
[Arsenij Tarkovskij]
Quanto sai di te stesso se non ti sei mai battuto?
[Tyler Durden - Chuck Palahniuk, Fight Club]
Moon And Sand [ascolta..]
Deep is the midnight sea
Warm is the fragrant night
Sweet are your lips to me
Soft as the moon and sand
Oh, when shall we meet again?
When the night has left us with a spell
We may
Though waves invade the shore
Though we may kiss no more
Night is at our command
Moon and sand
Orario
tutti i giorni dalle 10 alle 20
giovedì dalle 10 alle 22
chiuso il lunedì
Prezzo biglietto
Intero: 6,50 euro
Ridotto: 5 euro
Scuole: 3 euro