lunedì, febbraio 25, 2008

Premio Oltrecosmo III


















Alcuni giorni fa si è concluso il lungo processo di selezione dei racconti da parte della Pregiuria. I risultati sono visibili da questa pagina: http://www.oltrecosmo.org/classifica.php

In particolare, come potete vedere, i pregiurati hanno selezionato: un racconto con 5 voti positivi, due con 4, e 18 con 3, per un totale di 21 racconti. I titoli e i rispettivi voti sono elencati qui di seguito:

#1 - "Chiudi Sessione", 3/5
#3 - "L'anima", 3/5
#6 - "Samsara, Inc.", 3/5
#12 - "Visioni dal futuro", 3/5
#16 - "Gli ultimi giorni di Dave Kozminsky", 3/5
#24 - "Il sincrotrone", 3/5
#30 - "Schermi Neri", 3/5
#41 - "(Un) lucky Luciano", 3/5
#46 - "La torre", 3/5
#53 - "Briganti", 3/5
#54 - "Il mio primo romanzo", 3/5
#75 - "L'inviato", 3/5
#79 - "Soglia del dolore", 3/5
#84 - "Io mi chiamo Pluto", 3/5
#85 - "Lo spettatore", 5/5
#86 - "Madonnina delle Macchine", 4/5
#89 - "Unica regola bianco", 3/5
#90 - "Mancanza di spazio", 3/5
#99 - "Seconda Nascita", 3/5
#101 - "I nanoevoluti", 3/5
#104 - "La risacca", 4/5

Questi racconti saranno ora passati alla Giuria, che provvederà a stilare una classifica tra i selezionati e a dichiarare il racconto vincitore, che sarà pubblicato (insieme agli altri 9 meglio classificati) nell'antologia del Premio.

Nel frattempo, nel forum ( http://www.oltrecosmo.org/forum/ ) è possibile leggere e commentare i primi racconti scartati, che verranno inoltrati a intervalli regolari. Gli autori vengono avvisati via e-mail quando il loro scritto viene pubblicato, per cui leggeranno con ogni probabilità i vostri commenti.

domenica, febbraio 17, 2008

Venerdì 12 Omnibus














































Dal 28 febbraio 2008 sarà in edicola Venerdì 12 Omnibus al prezzo di 9.00 euro. Il volume è una raccolta di tutte le storie di Venerdì 12 già pubblicate in Ratman e ristampate successivamente in quattro volumi.

Le Origini, La Solitudine, Il Risveglio e La Conclusione sono i capitoli contenuti in Omnibus che trattano le esilaranti (dis)avventure amorose di Aldo e il suo fedele servitore Giuda.


VENERDÌ 12 OMNIBUS
VOLUME UNICO 18x26, B., 320 pp., col. Euro 9,00
Dal 28 Febbraio in edicola, fumetteria e online.


sabato, febbraio 16, 2008

Screen Cleaner

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Rat Man - La cosa venuta da Marte

venerdì, febbraio 15, 2008

N.A.S.F.4: Il Bando di Concorso









Bando di concorso di www.nuoviautori.org per racconti di fantascienza

quarta edizione

a cura di

Carlo Trotta e Massimo Baglione
in collaborazione con la rivista letteraria “Nugae”


Il bando

Rosa / Nero


La quarta edizione di Nuovi Autori Science Fiction, dopo varie discussioni sul nostro forum di sci-fi con molti autori delle edizioni precedenti (autori che ringraziamo per la partecipazione!), vede come tema la contrapposizione tra due generi letterari: il Rosa e il Noir.

Le opere devono avere come tema una storia di fantascienza ambientata in uno dei seguenti scenari:

Rosa:
“ viene detto romanzo rosa quel genere di romanzo che narra vicende amorose e passionali a lieto fine venate di romanticismo e dedicate soprattutto a un pubblico femminile." questa è la definizione di rosa che si trova su Wikipedia. Beh, vediamo di sfatarla! Una bella storia d'amore, soprattutto se ambientata nello Spazio, o sulla Terra del futuro, può interessare anche lettori maschi, non necessariamente romantici. Nel nostro caso, inoltre, il lieto fine non è d'obbligo... scoprire che la nostra amata è in realtà un venusiano non è infatti detto che sia piacevole!

Noir:
il noir è un sottogenere del giallo. Giorgio Gosetti: “il noir non è un genere: è un colore, uno stato d’animo, una sensazione. Il noir più che indicare un genere specifico designa un tono generale, una serie di motivi, un insieme di sottogeneri". Nel nostro caso la distinzione tra noir e giallo è, quindi, di "atmosfera". Saranno dunque privilegiati i racconti più cupi e inquietanti, che contengano le caratteristiche del giallo: omicidi, rapine, colpevoli da stanare, indizi sparsi... il tutto in uno sfondo di corruzione, di umanità spietata, di delinquenza ormai sempre più dilagante, anche al di là dei confini delle colonie terrestri...

A partire da questa edizione abbiniamo al concorso letterario anche un concorso parallelo per la realizzazione grafica della copertina e delle sezioni interne della raccolta. Il disegno per la copertina dovrà in qualche modo riassumere tutti i temi proposti dal bando letterario, mentre i disegni per le sezioni interne dovranno descrivere solo uno dei suddetti argomenti. A questo concorso parallelo parteciperanno anche i precedenti illustratori, quindi sarà lotta dura!
Gli autori dei disegni selezionati avranno in premio la raccolta ed entreranno a far parte dell'albo d'oro dei disegnatori di NASF (vedere sito). Cosa aspettate?

L’opera, anche più di una e per più temi, deve essere inviata in una cartella contenente la seguente documentazione:

il racconto
in formato .odt, .rtf o .doc (OpenOffice, Word), non superiore alle 20.000 battute (spazi inclusi), con carattere Times New Roman 12, tutto in nero, interlinea singola, formato pagina A4, senza formattazioni del testo (nessun corsivo o grassetto);

il disegno
in qualsiasi formato grafico ed eseguito con qualunque tecnica;

un breve riassunto

dichiarazione di proprietà e di unicità dell’opera
Il sottoscritto “…” dichiara che l’opera in allegato intitolata “…” è inedita e di mia esclusiva proprietà. In fede… “firma” (per “firma” intendiamo il nome per esteso dell’autore);

note personali e breve biografia
dati anagrafici, e-mail ed eventuale sito personale che, in caso di pubblicazione nell’opera, saranno inseriti sotto il nome dell’autore. La biografia è obbligatoria;

autorizzazione a pubblicare l'opera
in caso di valutazione positiva da parte della commissione interna, l’opera sarà inclusa nella raccolta cartacea NASF 4.
Autorizzo la pubblicazione dell’opera intitolata “…” per i soli fini del concorso di letteratura fantascientifica NuoviAutori.org Science Fiction, quarta edizione. In fede… “firma” (per “firma” intendiamo il nome per esteso dell’autore).

Il materiale deve essere inviato entro il 30 agosto 2008 a nuoviautorifantascienza@yahoo.it.

A differenza delle scorse edizioni, i testi contenenti gravi errori grammaticali e/o formali saranno respinti, sperando in questo modo di instillare la buona abitudine di rileggere con calma l’opera prima di spedirla, soprattutto perché possono essere lette da figure meno pazienti di noi.

Alcuni consigli per migliorare il testo:

Dialoghi
ognuno ha le proprie preferenze riguardo la sintassi di un dialogo tra i personaggi, noi preferiamo usare il trattino. Di seguito un piccolo esempio, fate attenzione agli spazi:
- Sei sicuro? - chiese Mario.
- Certo che sì! - rispose l’altro, poi aggiunse: - Perché non dovrei?
- Va bene, ho capito, non ti scaldare!

“ d” eufoniche
è preferibile evitare l’uso della “d” eufonica tra vocali non uguali. Per esempio ”ed ora, ad unire, od altro” è meglio trasformarle in “e ora, a unire, o altro”.
Ovviamente, “ed era, ad amare, od oltre” restano invariati;

Punteggiatura
il punto, la virgola, l’esclamativo e l’interrogativo non vogliono spazi prima, ma ne esigono uno dopo.

Tra le virgolette (“queste qui”) non ci devono essere spazi tra esse e il testo che contengono, invece è obbligatorio tra esse e il resto del testo (così “forse” è più chiaro);

Puntini di sospensione
i puntini di sospensione… sono sempre tre, nessuno spazio prima… e solo uno dopo;

Spazi
evitare di inserire spazi inutili, soprattutto a inizio frase o per impaginare il testo;

Tabulazioni
evitare di usarli, soprattutto a inizio frase o per impaginare il testo.

I testi selezionati saranno inseriti nell’antologia cartacea NASF 4 che uscirà orientativamente entro ottobre 2008. Il racconto vincitore assoluto sarà, inoltre, pubblicato sulle pagine della rivista letteraria trimestrale “Nugae” e una copia omaggio del numero contenente l’elaborato verrà spedita all’autore. Ogni autore può partecipare a tutti i temi previsti, ma solo una delle opere sarà scelta per l’eventuale pubblicazione. I testi restano di proprietà degli autori e sono da intendersi “in prestito” esclusivamente per questa pubblicazione. Per gli autori selezionati saranno previsti sconti sulle copie e, benché non vi sia alcun obbligo di acquisto, contiamo molto sulla vostra riconoscenza verso questo difficile e impegnativo progetto letterario. Il costo di una raccolta è sicuramente inferiore al costo di un qualsiasi concorso a pagamento, che pagate a prescindere dall'essere selezionati o meno e, considerando anche che non avete affrontato spese di spedizione per inviarci le vostre opere, potrete certamente concedervi un regalo fantascientifico.
Ogni autore sarà periodicamente informato sull’andamento del concorso, o su aggiornamenti a esso correlati, presso l’email fornita con i dati personali. E’ altresì possibile consultare la pagina online di NASF sulla quale saranno costantemente riportati gli aggiornamenti, oppure visitare il forum dedicato a questo concorso.

La partecipazione al concorso è gratuita.

I dati personali, in base alla legge per la privacy, saranno utilizzati solo ed esclusivamente per la gestione del concorso ed eventuali contatti tra www.nuoviautori.org e l’autore stesso.

La commissione è formata da:

Carlo Trotta, web master di www.nuoviautori.org;
Massimo Baglione, collaboratore e co-responsabile;
Lettori volontari e competenti, scelti per la loro dedizione al progetto, ai quali saranno sottoposte le opere in modo anonimo.

Per qualsiasi informazione e per inviare le opere: nuoviautorifantascienza@yahoo.it.

Sito: www.assonuoviautori.org/NASF/NASF.htm
Forum: www.assonuoviautori.org/forumnasf/
Blog di “Nugae”: http://rivistanugae.blogspot.com

Ci auguriamo di ripetere il discreto successo delle precedenti edizione, convinti di riuscire a fare ancora meglio!

Cordialmente,
lo Staff di nuoviautori.org.

domenica, febbraio 03, 2008

I will survive - Igudesman & Joo



http://www.igudesmanandjoo.com/igujoo.htm

venerdì, febbraio 01, 2008

Quello che non c'è - Afterhour



Ho questa foto di pura gioia
E' di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a se
A quello che non c'è
Ho perso il gusto, non ha sapore
Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Arriva l'alba o forse no
A volte ciò che sembra alba
Non è
Ma so che so camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c'è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c'è
Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Ed ecco arriva l'alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da se, fottendomi da me
Per quello che non c'è

Spesso il male di vivere ho incontrato



Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.



[Eugenio Montale, da Ossi di seppia, 1925]

martedì, gennaio 29, 2008

sabato, gennaio 26, 2008

Call of Duty 4 - Modern Warfare

GAME INFORMER:
“Dall'inizio alla fine, online o offline, Call of Duty 4 è un gioco d'oro. Alcuni potrebbero lamentarsi per il breve single player, ma la sua qualità migliore è la modalità Arcade. Infinity Wars ha creato un gioco ottimo su tutti i fronti e non vi è, secondo me, alcun dubbio sul fatto che questo sia il miglior FPS a cui abbia mai giocato.”
[Leggi la recensione completa]

GAME ALMIGHTY:
“Ogni obiettivo ha qualcosa di nuovo, e maledettamente caotico, perché, più di ogni altra cosa, Modern Warfare mostra quello che succede in una vera zona di guerra.”
[Leggi la recensione completa]

GAMESURF:
“COD4 è il miglior FPS che abbia avuto la possibilità di giocare negli ultimi cinque anni, Half Life 2, Halo 3 e F.E.A.R. inclusi. Brilla per i comparti grafico e sonoro, impeccabili, per il livello mai visto d'immersività della trama, per la qualità sbalorditiva dell'IA e per molte altre ragioni.”
[Leggi la recensione completa]

THE GAMES MACHINE:
“A un gameplay brutale e intenso nel ricreare le meccaniche del combattimento moderno, si affiancano uno scripting eccezionale e una grafica di altissimo livello"
[Dicembre 2007, pag. 60]

COMPUTERSGAMES.RO:
“Call of Duty 4 è indubbiamente una pietra miliare nel genere, e ci vorrà qualcosa di veramente speciale in futuro che possa comperete con le sensazioni trasmette a tutti coloro che ci hanno giocato.”
[Leggi la recensione completa]




martedì, gennaio 22, 2008

Funkyman - Dafank (2001)





Dafank: Chitarre 1,2,3, basso, mix
contiene sample di batteria di Bernard Purdie
sample di voce tratto dal brano "Outro" di Herbaliser

domenica, gennaio 20, 2008

Dimitri from Paris




giovedì, gennaio 17, 2008

Io sono leggenda - Francis Lawrence, 2008

Questa di Francis Lawrence è la terza trasposizione cinematografica del famoso romanzo omonimo di Richar Matheson edito nel 1954.
Ripensando al Dracula di Todd Browning, Matheson immaginò di rovesciarne la situazione base: non un vampiro in un mondo di umani, ma un solo essere umano in un mondo di esseri mostruosi.
Il romanzo racconta dello scienziato Robert Neville l’unico uomo vivo rimasto sulla terra a non essere stato contagiato da un virus portato dal vento che ha trasformato gli uomini in una sorta di vampiri.
Di giorno Neville si dedica alla ricerca di cibo, acqua, medicinali, e tutto quanto possa permettergli la sopravvivenza in quel mondo ormai stravolto.
La sua routine quotidiana prevede anche la caccia dei superstiti contaminati (che di giorno sono inattivi a causa della loro forte fotosensibilità) e il rogo dei cadaveri.
Di notte è lui ad essere la preda. Barricato nella sua casa cerca di non pensare alla folla di persone che fuori chiedono la sua pelle. Così procede il romanzo tra claustrofobia, solitudine e terrore, mentre Neville indaga sulle cause della sua immunità per riuscire a creare un antidoto adatto a debellare il virus. Ma un giorno si accorgerà di non essere il solo a non aver contratto il virus e…

Il primo remake italiano intitolato L’ultimo uomo della terra del 1964 fu diretto da Ubaldo Ragona e interpretato da Vincent Price e Franca Bettoia. Questa è la trasposizione cinematografica più vicina al romanzo di Matheson. Sebbene per certi versi un po’ ingenua (oggi vedere Neville che appende dell’aglio alla porta per tenere lontano i vampiri, o vedere i vampiri stessi che avanzano lentamente con la faccia spiritata e bianca in perfetto stile zombesco del Romero sessantottino fa un po’ sorridere. Ma dobbiamo considerare che questo film uscì nei primi anni sessanta!) questa versione resta senza dubbio la migliore. Mentre la seconda del 1971 intitolata 1975: Occhi bianchi sul pianeta terra (titolo originale the Omega man) diretta da Boris Sagal e interpretata da Charlton Eston, oltre che differire dal soggetto originale, scade in momenti di pura ilarità ai limiti del trash.
Il nuovo Io sono leggenda di Lawrence vede Willy Smith nei panni del dottor Robert Neville alle prese con una New York deserta. Il virus questa volta non è portato dal vento, ma creato accidentalmente dall’uomo. Sebbene le scene in solitudine siano ben concepite e convincenti, il film non brilla né per contenuti, né per originalità, per molti motivi. L’eccessivo uso di (pessima) computer grafica per le scene in cui i “vampiri” (che poi sono niente altro che uomini affamati di carne umana, affetti da una sorta di rabbia che modifica geneticamente anche il loro aspetto fisico), e la loro eccessiva forza e agilità, fa sembrare tutto tremendamente falso. La forzata spettacolarizzazione dell’azione in perfetto stile hollywoodiano è un’altra pecca che poteva essere evitata. Per fortuna che di queste scene non ce ne sono poi molte.
Cambia però il senso di ribaltamento presente nel romanzo: Neville (impegnato ogni giorno nel cacciare metodicamente gli infetti proprio nel momento in cui sono più deboli piantando paletti nel cuore dei malcapitati), solo, in un mondo di vampiri, è il mostro che semina paura e deve essere ucciso. E’ una leggenda. I vampiri lo temono e lo vogliono uccidere senza troppo interessarsi di capirlo come uomo, proprio come lui fa con loro di giorno.
Il film di Lawrence perde questo relativismo. La caccia metodica di Neville è solo vagamente accennata e sembra quasi accidentale. Della paura provata dai vampiri non c’è traccia.
Ne resta un banale film sci-fi/ horror con un fastidioso ed eccessivamente rimarcato messaggio del regista (fortunatamente assente nel romanzo di Matheson, più cinico e nichilista) che insiste sulla capacità dell’uomo e della scienza di distruggere l’intera umanità e inneggia l’abbraccio di Dio come unica salvezza del mondo.
Nel complesso è un film godibile, almeno per chi è appassionato del genere fantascienza-horror. In un giorno di pioggia, se proprio non avete altro da fare e non c’è niente altro che vi interessa al cinema…



L'ultimo uomo della terra (Ubaldo Ragona, Italia 1964)




1975: Occhi bianchi sul pianeta terra (The Omega man - Boris Sagal, Usa 1971)



Io sono leggenda (I am a Legend - Francis Lawrence, Usa 2008)





Vai al sito ufficiale.

venerdì, gennaio 11, 2008

Mad world - Gary Jules

domenica, novembre 11, 2007

Consumismo o follia?


Dopo l'inaugurazione del centro commerciale ad Empoli dove si sono verificati bivacchi notturni in attesa dell'apertura dei cancelli, con tanto di ressa e feriti per accaparrarsi televisori venduti ad un euro al pollice (offerta che poi si è rivelata inesistente), si è verificato un altro fatto di cronaca che fa pensare.

Leggi l'articolo.

domenica, novembre 04, 2007

L'incipit


«Io sono fatto di acqua. Non ve ne potete accorgere perchè faccio in modo che non esca fuori. Anche i miei amici sono fatti di acqua. Tutti quanti. Il nostro problema è che non solo dobbiamo andarcene in giro senza essere assorbiti dal terreno ma, anche, che dobbiamo guadagnarci da vivere.»

[Confessioni di un'artista di merda - Philip K. Dick]

venerdì, novembre 02, 2007

domenica, ottobre 28, 2007

L'articolo 7 della Levi-Prodi

L'arzillo vecchietto Levi non molla. Ha infatti modificato l'articolo 7 della Levi-Prodi con un comma aggiuntivo invece di cancellare l'articolo. Ecco il comma:
"Sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al Roc i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un'organizzazione imprenditoriale del lavoro".
Cosa si intende per organizzazione imprenditoriale del lavoro? Chi propone pubblicità dal suo sito, come ad esempio Google AdSense, ricade in questo caso? Chi vende un prodotto on line è un imprenditore del lavoro?
Levi cancella questo c...o di articolo 7 e non se ne parli più. Basta con le prese per il culo.
Il mondo ride di noi. Il Times in un articolo dal titolo: "Assalto geriatrico ai bloggers italiani" ci definisce come: "una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati".
No all'articolo 7, libertà per la Rete. Non molliamo!

[Tratto dal blog di Beppe Grillo]

Firma la petizione contro il DDL Levi-Prodi

giovedì, ottobre 25, 2007

Dafank goes to Springfield








































lunedì, ottobre 22, 2007

Ddl editoria, Gentiloni ammette "Un errore la registrazione dei siti"

Il ministro delle Comunicazioni riconosce sul suo blog che la norma va cambiata"L'allarme è giustificato. Avrei dovuto controllare il testo parola per parola"

ROMA - "Un errore da correggere". Con queste parole Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni, ammette sul suo blog che è giustificato l'allarme suscitato dalla norma sulla registrazione dei siti internet inserita nel disegno di legge di riforma dell'editoria proposto da palazzo Chigi. Una presa di posizione che segue le assicurazioni date ieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Levi sul fatto che l'esecutivo non intende in alcun modo censurare internet.
"L'allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato", scrive Gentiloni, aggiungendo che la correzione è necessaria perché la norma in questione "non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive".
Il ministro riconosce poi, come ha fatto anche il titolare delle Infrastrutture Antonio Di Pietro nel suo blog, la propria fetta di responsabilità nell'accaduto "per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri". Il disegno di legge è stato approvato la settimana scorsa dal governo e già nei prossimi giorni dovrebbe essere preso in esame alla Camera.
"Pensavo - prosegue Gentiloni - che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria".
Per il ministro delle Comunicazioni, dunque, "va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog. Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in Parlamento che nei dibattiti pubblici, anche martedì scorso, rispondendo a una domanda del verde Fiorello Cortiana (in occasione del Festival Eurovisioni di Roma, ndr). Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l'attività di molti siti e blog". In definitiva, "meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l'errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare".

[La Repubblica.it, 20 ottobre 2007]

sabato, ottobre 20, 2007

La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.

[Tratto dal blog di Beppe Grillo]

mercoledì, ottobre 17, 2007

Philip K. Dick: Genio e Follia.


«La realtà è quella cosa che quando smetti di crederci non svanisce. »
[Philip Kindred Dick - 16 Dicembre 1928 / 2 Febbraio 1982]



Attualmente sono due i film che prendono spunto da i racconti del visionario scrittore di fantascienza Philip Kindred Dick, il padre di romanzi come Ma gli androidi sognano le pecore elettriche (più noto come blade runner o cacciatore di androidi), L’uomo nell’alto castello (the man in the high Castle, noto anche come La svastica sul sole), un oscuro scrutare (a scanner darkly) e altri capolavori.
Il primo è Next, tratto dal racconto The golden man interpretato da Nicolas Cage e Jessica Biel e diretto da John Woo.

Il secondo (come afferma Fanucci nell’intervista che potete ascoltare ciccando sul link riportato sotto questo articolo), sarà un famoso quanto misterioso regista a firmarlo, che ha acquistato i diritti del romanzo di fantascienza Ubik per farne una trasposizione cinematografica.

Due sono anche le biografie: Quella di Bill Pullman, che interpreterà una pellicola sull’autore, e più precisamente un film che racconterà quello che passava dalla sua fervida e visionaria mente, in bilico tra genio e follia, droga e dissociazione, quando Dick era ancora in vita.

E quella di Paul Giamatti, che produrrà e interpreterà il film con la sua nuova casa di produzione Touchy Feely in collaborazione con la fondazione Philip K. Dick Estate (attraverso la casa di produzione interna Electric Sheep), con uno sviluppo più classico rispetto al film interpretato da Pullman.

Nonostante Dick sia stato definito autore di romanzi fantascientifici, questa definizione va a lui stretta. Egli infatti usa il futuro, la tecnologia, e tutti quegli artefici appartenenti a tal genere per indagare nel profondo dell’essere umano, della teologia, della metafisica, della politica e la psiche.

Le domande che spesso ricorrono nei suoi scritti sono: Cosa è umano? Cosa è reale?

E sempre scopriamo che niente è reale, che non esiste una realtà, ma un multiverso di infinite realtà ognuna vera quanto l’altra dove l’umanità non si trova mai dove ci si aspetta, ma sempre dove in teoria non dovrebbe trovarsi. L’uomo descritto da Dick è in eterna contraddizione e lotta con se stesso, l’antieroe per antonomasia (con qualche rara situazionale eccezione), mai completamente buono, né totalmente malvagio, che spesso si muove lungo il confine sottile tra normalità e follia.

L’uomo protagonista dei racconti di Philip K. Dick si muove in un mondo negativo, in un futuro spesso distopico, che si sfalda sotto gli occhi dello sbalordito lettore, oltre che a quelli del protagonista che vive in prima persona questa apocalittica entropia che si muove dal suo interno per avvolgere tutto ciò che gli sta attorno.

Il cinema, invece, tende alla spettacolarizzazione delle immagini in stile holliwoodiano (come nel pessimo Paychek interpretato da Ben Affleck e Uma Thurman tratto da I labirinti della memoria o dal brutto Minority report di Spielberg), facendo delle peripezie dei protagonisti e degli effetti speciali la colonna portante del film, a scapito dello spessore dei personaggi, alle prese con il loro mondo interiore e delle tematiche tanto care al nostro Dick.

Due sono le eccezioni che mi sento di fare: Il bellissimo Blade runner di Ridley Scott, tratto da Ma gli androidi sognano le pecore elettriche?, che nonostante le sostanziali differenze della sceneggiatura rispetto alla trama del romanzo, riesce a mantenere le atmosfere e il significato dell'opera originale.

Seconda eccezione va fatta per il fedelissimo A scanner Darkly (Un oscuro scrutare, tratto dal romanzo omonimo) di Richard Linklater con Keanu Reeves, Winona Rider e Robert Downey Jr. girato e poi rielaborato con la tecnica Rotoscope.

Nell’attesa che gli ultimi riadattamenti cinematografici escano nelle sale, possiamo leggere la maggior parte delle opere che la casa editrice Fanucci ha ristampato per il venticinquesimo anniversario dalla morte del famoso scrittore.



Ascolta la puntata di “La storia in giallo” dedicata a Philip K. Dick andata in onda su radio 3 il 13.10.2007



«Quel che mi importa è scrivere, l'atto di produzione del romanzo, perchè mentre lo sto compiendo, in quel momento particolare, vivo davvero nel mondo di cui sto scrivendo. Diventa assolutamente reale, per me. Poi, quando ho finito e devo fermarmi, ritirarmi da quel mondo per sempre, sto malissimo.»
(Philip K. Dick)

Bibliografia http://www.geocities.com/fictionpub/autori/dickbib.htm
Sito ufficiale http://www.philipkdick.com/
Fan site http://www.pkdickbooks.com/

martedì, ottobre 16, 2007

Psicologia: le regole per gestire i diverbi


Meglio «aiutare» l’interlocutore nervoso

Un esperto di comunicazione illustra le sette regole per uscire indenni da un diverbio, evitando di trascendere in lite

WASHINGTON - Il vostro prossimo è nervoso? Colleghi, amici, conviventi, vigili urbani e parenti possono guastare le giornate anche del buon Samaritano, per questo secondo Sartre “l’inferno è l’altro” (inteso appunto come il prossimo), per uscire vivi e possibilmente senza troppi danni da una conversazione che si fa troppo accesa, un guru della comunicazione ha stilato i suoi personali comandamenti.

Si tratta di Stephen J. Hopson, già broker a Wall Street che dall’anno scorso si è trasformato in un motivational speaker, una sorta di motivatore della comunicazione interpersonale. In base alla sua inveterata esperienza a trattare soprattutto con gli uomini d’affari incravattati e, spesso, sull’orlo di una crisi di nervi, Hopson propone sette semplici regole cui attenersi in caso di imminente litigio.

LE 7 REGOLE:

1. Restate calmi: regola d’oro in quasi tutte le situazioni, secondo Hopson quando il diverbio è in atto meglio tacere e lasciare sfogare l’arrabbiato.

2. Lasciate che l’altro conduca la conversazione: premessa al primo punto, se l’altro gestisce la conversazione sarà più facile tacere durante lo sfogo. Nella maggior parte dei casi l’interlocutore disputante ha solo voglia di sfogarsi un po’ e di essere ascoltato.

3. Tenete in considerazione il punto di vista altrui: altrimenti state parlando da soli.

4. Riconoscete le ragioni dell’interlocutore: altrimenti state di nuovo parlando da soli, oppure siete passati dalla parte dell’interlocutore arrabbiato. Hopson consiglia la seguente formula per dichiarare all’altro la vostra attenzione: «Sì, sì, capisco quello che intendi».

5. Se gli insulti sono sulla punta della lingua, andatevene: quando butta proprio male, fate presente che l’ira è cattiva consigliera e cambiate momentaneamente aria.

6. Se siete in errore ammettetelo: facile a dirsi, quando accade l’interlocutore probabilmente vi amerà per il resto della vita.

7. Usate l’immaginazione: se proprio non potete calmare, blandire, coccolare e scappare, usate l’immaginazione e trasformate il tiranno che vi sta innanzi in un orco buono, in un personaggio delle favole, con una psicologia semplice e burbera. Sarà più facile tollerare l’attacco e uscirne indenni.
Chissà cosa ne penserebbe Sartre.

Gabriele De Palma
28 settembre 2007

[Tratto dal Corriere.it]


giovedì, ottobre 11, 2007

IAT (Implicit Association Test) e Autostima

Che cosa è lo IAT? L’Implicit Association Test (IAT) è uno strumento che è stato sviluppato da Tony Greenwald e dai suoi collaboratori (Greenwald, McGhee e Schwartz, 1998) per studiare la forza dei legami associativi tra concetti rappresentati in memoria.
Per esempio, lo IAT può essere efficacemente utilizzato per rispondere alla domanda: il concetto di sé (ossia la rappresentazione che le persone hanno di se stesse) è associato maggiormente al concetto di ‘positività’ o a quello di ‘negatività’?
Questo strumento ha avuto ed ha un successo enorme nella ricerca psicologica. E’ importante evidenziare che non si tratta di un singolo test standardizzato, ma di un ‘formato procedurale’ (Lane, Banaji, Nosek e Greenwald, 2007). In altre parole lo IAT è una procedura, utilizzabile per indagare diversi tipi di concetti psicologici. Sebbene le applicazioni iniziali di questo strumento riguardassero soprattutto l’indagine del pregiudizio, il suo uso è stato esteso successivamente anche all’indagine degli stereotipi, dell’identificazione sociale, degli atteggiamenti verso il cibo e esistono applicazioni nell’ambito clinico, per esempio nello studio delle fobie.
E' possibile eseguire il test dal sito-Laboratorio web di Cognizione sociale gestito da Cristina Zogmaister dell'Università di Padova.
Le informazioni raccolte verranno trattate in maniera anonima per scopi di ricerca e non verranno mai divulgate in nessun modo.

Clicca qui per ulteriori informazioni sullo IAT.
Clicca qui per svolgere il test. (per il test è necessario scaricare il plug-in del software inquisit dal link presente nella pagina sia per firefox che per Explorer)



martedì, ottobre 02, 2007

Blow up the outside world - Soundgarden



Nothing seems to kill me no matter how hard I try
Nothing is closing my eyes
Nothing can beat me down for your pain or delight
And nothing seems to break me
No matter how hard I fall nothing can break me at all
Not one for giving up though not invincible I know

Ive givin everything I need
Id give you everything I own
Id give in if it could at least be ours alone
Ive given everything I could
To blow it to hell and gone
Burrow down in and
Blow up the outside world

Someone tried to tell me something
Dont let the world get you down
Nothing will do me in before I do myself
So save it for your own and the ones you can help

Want to make it understood
Wanting though I never would
Trying though I know its wrong
Blowing it to hell and gone
Wishing though I never could
Blow up the outside world

venerdì, settembre 28, 2007

L'uomo che ruba la vita degli altri

Come Zelig, si immedesima in chi gli sta davanti
Leonard Zelig esiste davvero. Il camaleontico protagonista del film cult di Woody Allen, nella realtà, ha le sembianze di A.D., napoletano, 65 anni, con una carriera da professionista bruscamente (e drammaticamente) interrotta da un disturbo comportamentale che non ha precedenti nel suo genere: si trasforma nel suo interlocutore, è medico quando ha a che fare con un medico, diventa un esperto di cocktail se si trova di fronte a un barman, è un cuoco provetto se entra in una cucina. La sua storia è raccontata dalla rivista medica inglese «Neurocase», che ha pubblicato uno studio di tre psicologi della casa di cura «Villa Camaldoli» di Napoli: Giovannina Conchiglia, Gennaro Della Rocca e Dario Grossi. Sono loro che studiano il caso di A.D., vittima due anni fa di un arresto cardiaco che ha provocato un’ipossia cerebrale con danni al lobo fronto-temporale. Una patologia grave, che può provocare disturbi della memoria e del comportamento. Ma che A.D. fosse colpito dalla «sindrome di Zelig», questo i medici proprio non se l’aspettavano.

«Abbiamo trattato molti casi di pazienti che imitano i gesti dei loro interlocutori, o che tendono a usare tutti gli oggetti che hanno davanti: si chiama sindrome da dipendenza a m b i e n t a l e » , spiega la dottoressa Conchiglia. Ma l’immersione di A.D. nel contesto in cui di volta in volta si trova è pressoché totale. Gli psicologi hanno eseguito una serie di test dai risultati sorprendenti. Lo hanno portato in un bar, e lui si è trasformato in barman. A chi gli chiedeva come si preparasse un determinato cocktail, ha risposto di essere ancora in prova: «Sono qui da due settimane, spero di avere il posto fisso». In cucina era un cuoco provetto: «Sono uno chef specializzato in menu per diabetici», ha spiegato senza un’ombra di esitazione, assolutamente immedesimato nella sua nuova identità. L’unico ruolo in cui non si è calato è stato, chissà perché, quello di addetto alla lavanderia della casa di cura. Ma per il resto, A.D. ha «rubato» il mestiere a tutte le persone che aveva davanti.

Psicologo fra gli psicologi, cardiologo fra i cardiologi, ha cercato anche di usare un linguaggio appropriato all’occasione. «Gli abbiamo fatto delle domande-trabocchetto a cui ha risposto con frasi passe-partout - racconta la dottoressa Conchiglia -. Al cardiologo che gli ha chiesto a quale patologia corrispondesse una determinata anomalia del battito cardiaco, ha replicato in modo generico ma più appropriato possibile. Ha detto: la domanda è troppo complessa, dipende da paziente a paziente ». Da perfetto «Zelig», A.D. usa inconsciamente una formidabile arma di difesa contro il suo involontario trasformismo: cancella totalmente dalla memoria la «parte» che ha appena sostenuto quando si tratta di sceglierne un’altra. Quando è un medico non è mai stato un barman o un libero professionista, nè sa dire nulla di quando sosteneva di saper cucinare alla perfezione. Ma sarebbe sbagliato dire che, durante i suoi numerosi e repentini trasferimenti di identità, l’uomo-camaleonte annulli completamente se stesso. «Qualsiasi ruolo assuma, non perde mai il suo carattere e la sua personalità.

Quel che maggiormente colpisce, piuttosto, è la capacità di adattarsi ai contesti sociali più diversi in cui viene a trovarsi », spiega ancora Giovannina Conchiglia. A.D. è in cura da due anni. Probabilmente non guarirà mai, anche se le terapie in day hospital a cui è sottoposto hanno consentito un lieve miglioramento delle sue condizioni. Anche se le crisi sono meno frequenti, l’uomo- camaleonte non è certo in grado condurre un’esistenza normale. Naturalmente la sua autonomia è limitata: la moglie e i figli, che riconosce e di cui ricorda quasi sempre i nomi, non lo perdono di vista per un istante anche a causa delle crisi di amnesia che lo colpiscono all’improvviso. Non esce quasi mai, e quando lo fa non lo lasciano solo.

Il suo mondo è circoscritto dalle mura di casa e da quelle della clinica in cui si reca per tenere sotto controllo la malattia. Il caso di A.D. è talmente particolare da avere indotto una rivista prestigiosa come «Neurocase» a pubblicare la relazione dei tre psicologi che hanno in cura il paziente. «La sindrome da dipendenza ambientale è piuttosto frequente - conferma la dottoressa Conchiglia -. Ma che io sappia non è mai capitato che un disturbo comportamentale abbia queste caratteristiche ». Tranne che nella finzione cinematografica e nella fantasia di un genio come Woody Allen, naturalmente. Da oggi, insomma, sappiamo che Leonard Zelig c’è davvero, e vive fra noi.

[Fulvio Milone, la stampa.it]

domenica, settembre 16, 2007

sabato, settembre 15, 2007

Un oscuro scrutare

Che spreco, pensò, per una casa davvero tanto bella. Quante cose si sarebbero potute fare con una casa come quella. Una donna, dei bambini, insomma una famiglia avrebbe potuto viverci. Per questo era stata progettata con tre camere da letto. Che spreco; che cazzo di spreco! […]
Pagò il tassista, tirò fuori le chiavi di casa ed entrò.
Immediatamente sentì che qualcosa lo stava scrutando: le olocamere. Non appena ebbe varcata la soglia. Solo… Nessun altro eccetto lui in casa. Falso! Lui e le olocamere, insidiose e invisibili, che lo guardavano e registravano. Qualsiasi cosa facesse. Qualsiasi suono emettesse. […]
Quello che dovrei fare, pensò, per tirarmi fuori da tutto questo, sarebbe di vendere la casa; del resto se ne cade a pezzi. Ma… io amo questa casa. Non se ne parla nemmeno!
E’ la mia casa.
Nessuno mi porterà fuori di qui.
Per qualsiasi ragione loro vorrebbero o vogliono farlo.
Supponendo, in tutto questo, che ci siano dei ‘loro’.
Potrebbero essere soltanto una mia immaginazione, questi ‘loro’ che mi stanno osservando. Paranoia. E se non fosse piuttosto un ‘esso’? L’’esso’ spersonalizzato.
Qualsiasi cosa sia ciò che mi sta osservando non è umano.
Non secondo i miei parametri, almeno. Non qualcosa che io possa riconoscere come tale.
Per quanto stupido possa apparire tutto ciò è spaventoso.
Mi si sta facendo qualcosa, ed è una cosa a farmelo, qui, nella mia casa Proprio davanti ai miei occhi.E proprio davanti agli occhi di qualcosa; sotto lo sguardo di una qualche cosa. Una cosa che, diversamente dalla piccola Donna dagli occhi scuri, non batte mai le palpebre.
Che cosa vede una camera? Si chiese. Voglio dire, che cosa vede per davvero? E fin dove? Anche dentro la testa? Anche giù dentro il cuore? Può una passiva telecamera a luci infrarosse, come quelle in uso un tempo, o un’olocamera tridimensionale, del tipo che si usa oggi, l’ultimo tipo, vedere fin dentro di me, fin dentro di noi, in modo chiaro? O in modo confuso, oscuro? Io spero possa, pensò, vedere con chiarezza, perché io non riesco a vedermi dentro oramai. Io vedo solo tenebre. Tenebre tutt’intorno; tenebre dentro. Spero, per il bene di ciascuno, che le olocamere facciano meglio. Perché, pensò, se all’olocamera è dato solo un oscuro vedere, nel modo in cui a me è dato, allora nostra è la maledizione, e ancora siamo maledetti, come lo siamo sempre stati, e così saremo tutti spinti verso la morte conoscendo poco o nulla, e quel poco, e quel nulla, conoscendolo male.
Dalla piccola libreria del soggiorno trasse un volume a caso; venne fuori, scoprì Il libro illustrato del sesso. Lo aprì a una pagina qualsiasi e gli capitò quella che mostrava un uomo che mordicchiava felice la tetta destra d’una pollastrella, ripresa in atteggiamento sospiroso; poi, come se stesse leggendo a se stesso dal libro, scandì a voce alta, col tono di chi cita qualche grande testa d’uovo di filosofo antico:
- Ogni singolo uomo vede soltanto una piccola porzione della verità complessiva; e molto spesso, in realtà quasi…

Weh! Steck’ ich in dem Kerker noch?
Verfluchtes dumpfes Mauerloch,
Wo selbst das liebe Himmelslicht
Trűb durch gemalte Scheiben bricht!

Beschränkt mit diesem Bűcherhauf,
Den Wűrme nagen, Staub bedeckt,
Den bi sans hohe.
*

…sempre, egli deliberatamente s’inganna anche su questo piccolo prezioso frammento. Una parte di se stesso gli si rivolta contro e prende ad agire come se fosse un’altra persona, distruggendolo dall’interno. Un uomo all’interno di un altro uomo. Il che vuol dire nessun uomo del tutto. –
Annuendo, come se fosse rimasto commosso dalla saggezza di quelle parole che non erano nemmeno scritte sulla pagina, chiuse il grosso volume rilegato in rosso, con stampato in caratteri dorati il titolo Il libro illustrato del sesso, e lo rimise sullo scaffale. Spero che le olocamere non facciano una zoomata sulla copertina di questo libro, pensò, e mi mandino all’aria la beffa.

_______________________________

*Ahi, ancora nel carcere mi trovo?/ cupo, maledetto buco, / dove anche l’amata luce del cielo / torbida rompe tra lastre dipinte! / Costretto da questa massa di libri / che i vermi rodono, la polvere ricopre / fino alla cima.


[Brano tratto da "A scanner darkly" (un oscuro scrutare, scrutare nel buio) Philip K. Dick]

Io e Annie, Woody Allen

L'abbraccio

Le braccia che forti avvolgono il collo
energiche esprimono ciò che è proibito
ma non si controlla le pulsazioni e il sentimento.
E il tremito,
testimone di una coscienza combattuta
non accenna a scomparire.
Si ritrae piangente e vaga
e la dolcezza allora espressa è infinita
e m’è cara una sua carezza
che leggera si leva dalla mano.

sabato, settembre 08, 2007

Purple & Brown

mercoledì, settembre 05, 2007

I serotini sono più creativi?

Qualche tempo fa abbiamo parlato della cronotipia, ossia del continuum di schemi di sonno individuali che va dalle allodole estreme (i "mattutini"), che si addormentano al primo accenno di crepuscolo, ma che si svegliano prima dell'alba, ai gufi estremi ( i "serotini" ) che stanno svegli fino a tardi e si svegliano quando il sole è già alto.
Fra questi due estremi si colloca la maggiorparte delle persone che [...]

[Leggi l'articolo per intero]





Scopri se sei un serotino o un mattutino: compila il test.

[Articolo tratto da: Psicocafè]

martedì, settembre 04, 2007

lunedì, luglio 30, 2007

Aforisma del giorno



Fin qui sei giunto per scoprire
che quel che cerchi è già dentro di te.

[Aforisma Buddhista]

E' morto il regista Ingmar Bergman maestro del cinema dell'anima

STOCCOLMA - Il regista svedese Ingmar Bergman è morto. L'annuncio è stato dato dalla figlia, Eva, all'agenzia svedese TT. Si è spento serenamente nella sua casa sull'isola di Faaro, nel mar Baltico, all'età di 89 anni. Famoso per capolavori come Fanny e Alexander e Il Settimo Sigillo, aveva realizzato oltre 40 film nella sua lunga carriera ed era considerato una delle personalità più eminenti nel panorama cinematografico mondiale.
Nato a Uppsala, a nord di Stoccolma, il 14 luglio 1918, figlio di un pastore luterano della corte reale svedese, fu segnato dalla severa educazione religiosa. Studiò all'università a Stoccolma e si avvicinò alla regia dal teatro facendosi le ossa su Shakespeare e Strindberg.
Dal 1944 condusse una carriera parallela, teatrale e cinematografica, ottenendo fama internazionale con il cinema ma rimanendo legato in modo particolare al teatro. La sua prima pellicola, Crisi, è del 1945, ma il successo arrivò nel 1956 con Il settimo sigillo che ottenne diversi riconoscimenti oltre al premio speciale al Festival di Cannes. Arrivarono poi l'Orso d'Oro al Festival di Berlino e il premio della critica al Festival di Venezia per Il posto delle fragole (1957).
Successivamente Alle soglie della vita e Il volto gli valsero il premio per la miglior regia rispettivamente a Cannes e a Venezia, mentre nel 1960 La fontana della vergine gli fece ottenere il suo primo Oscar. Il nome di Bergman è legato anche a Sussurri e grida (1972), Scene da un matrimonio (1974) e Sinfonia d'autunno (1978).
Nel 1982, dopo quarant'anni di attività, Bergman decise di abbandonare improvvisamente il cinema, per dedicarsi al teatro e alla televisione. Fu quello l'anno del suo ultimo film per il grande schermo, Fanny e Alexander, nato originariamente per la televisione, e ispirato sontuosamente alla sua infanzia e alla sua passione per lo spettacolo. La pellicola vinse quattro Oscar, compreso quello per la regia, il terzo della carriera del maestro svedese.
Nel 2003 girò Sarabanda, il seguito di Scene da un matrimonio, e sul set disse: "Questo è il mio ultimo film". E stavolta lo fu veramente. Nel gennaio 2005 Bergman ricevette il Premio Federico Fellini per l'eccellenza cinematografica.
Dalla morte della sua ultima moglie Ingrid, nel 1995, Bergman viveva solo per gran parte dell'anno sull'isola di Faaro, in cui ha anche ambientato diversi suoi film.
Comandante della Legion d'onore, membro dell'Accademia delle lettere svedese, drammaturgo, Bergman ha sondato i rapporti fra uomo e donna in una luce spesso tragica, dominata dall'angoscia dell'esistenza. Ha rivelato molto della sua vita privata e professionale in una celebrata autobiografia, La Lanterna magica. Sposato cinque volte, Bergman lascia nove figli.

[Articolo tratto da Repubblica.it]

Scena tratta da "Il settimo sigillo" (1957)
Dialogo tra Antonius Bloch e la morte

sabato, luglio 28, 2007

Festival della Mente 2007















Sarzana (SP) - dal 31 agosto al 2 settembre 2007


Il Festival della Mente - il primo festival europeo dedicato ai processi creativi - è giunto alla sua quarta edizione (31 agosto - 2 settembre 2007).
Nella edizione 2006, il Festival della Mente ha registrato 28.000 presenze. Sono numeri importanti per un festival che - unico in Europa - ha scelto di esplorare la creatività nel suo complesso e in particolar modo i percorsi e i processi creativi, il modo in cui nascono le idee.
Il programma della quarta edizione prevede 48 appuntamenti tra conferenze, workshop, spettacoli, performance, letture e laboratori per bambini e ragazzi.
Ospiti del festival, una sessantina tra relatori scienziati, scrittori, filosofi, artisti, poeti, attori, intellettuali italiani e stranieri chiamati a prendere per mano il pubblico e accompagnarlo sui sentieri più vari che percorrono la creatività.
Tra le novità di quest’anno la sezione approfonditaMente, una serie di incontri-lezioni-laboratori a numero chiuso, della durata di circa mezza giornata ciascuno. Alla base di questo progetto, il gioco di rimandi tra teoria, concetti, progettualità e realizzazione: un esperimento su un piano decisamente differente dalle lezioni accademiche così come dai corsi centrati sulle nozioni pratiche.
ApprofonditaMente è in controtendenza rispetto al panorama degli eventi culturali italiani nell’offrire incontri di vero approfondimento sui temi della fotografia, scrittura, design, botanica, cinema, filosofia, fumetto.

http://www.festivaldellamente.it/

LA CURA













Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perchè sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.

Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perchè sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io so, che avrò cura di te

[Franco Battiato]

giovedì, luglio 05, 2007

MITO, SUONO, SCIENZA E MATERIA: «IN PRINCIPIO ERA IL VERBO»

IL MITO E LA RELIGIONE:
I miti dei popoli primitivi e le speculazioni cosmogoniche delle civiltà alte insegnano che il sostrato di tutti i fenomeni dell’universo è un elemento vibratorio e, specificatamente, acustico. La prima manifestazione sensibile della creazione è un suono che, secondo le tradizioni, emana dal tao, dall’abisso primordiale, da una caverna, da un singing ground, da un uovo fulgente, dal sole, dalla bocca spalancata di un dio o di uno strumento musicale che simboleggia il creatore. Questo suono emana dal vuoto nel quale si è formato un pensiero il quale fa vibrare il Nulla. Trasformandosi in monologo questo pensiero si riveste di un corpo ed è questo corpo sonoro che costituisce la prima manifestazione percettibile dell’Invisibile. […] Nel primo stadio della creazione la natura del mondo è dunque puramente acustica. Il creatore stesso non è che un canto, uno strumento musicale o una caverna che risuona, ed è assai probabile che la materializzazione dell’idea del creatore sotto specie di strumento musicale, di caverna, di corpo oppure soltanto di testa umana o animale sia soltanto una concessione al mito cui si voglia dare un carattere più concreto. In realtà il creatore è un essere puramente acustico, un canto o un grido, emesso probabilmente da una voce di testa che crea un mondo di suoni e di luce. L’apparizione della materia è un atto posteriore, reputato molto spesso uno stadio di decadenza. […]
Le tradizioni eurasiatiche ci dicono che gli dèi e i demoni non esitavano talvolta a fare un cattivo uso della forza del suono, ottenebrandola con la menzogna. La Tandhya Maha Upanishad riferisce che a causa di questa situazione insostenibile la parola un giorno fuggì, insieme agli dèi, andando ad allogarsi nelle acque e negli alberi, nei tamburi e nelle cetre. Ciò significa che una parte della forza sonora si rivestì di materia. […]
I primi uomini erano esseri sonori, luminosi e trasparenti che planavano sopra le acque, e soltanto a partire dal momento in cui cominciarono a posarsi sulla terra e a mangiare i frutti, i loro corpi divennero pesanti e opachi. Della loro natura sonora restò soltanto la voce. Ecco perché l’essenza di tutti gli esseri dotati della facoltà di emettere suoni si manifesta nella voce. […]
Il mondo fu creato da un suono iniziale che, uscendo dall’abisso primordiale, si rivestì di luce. A poco a poco una parte di questa luce sonora si convertì in materia. Ma la materializzazione non fu mai completa, perché in ogni oggetto continua a sussistere un residuo più o meno scarso della sostanza sonora da cui fu creato. (tratto da: Il significato della musica, Marius Schneider, SE)

LA SCIENZA:

Tutto ebbe inizio circa 15 miliardi di anni fa, con una immane esplosione, il Big Bang, talmente violenta e fragorosa da essere ancora oggi riconoscibile nella radiazione cosmica di fondo. Tutto, insomma, ebbe inizio da un suono primordiale.
“La materia è un materiale sonico diversamente orchestrato”. (Alfred Tomatis, “Ascoltare L'Universo”)
D'altronde, la materia in sé non è che un concentrato di vibrazioni tenuto in equilibrio da interazioni che agiscono sotto forma di atomi o di molecole: ogni atomo o molecola altro non è che la rappresentazione fisica di un fenomeno vibratorio, quindi sonico, più o meno complesso. Ciò che differenzia la luce dal suono è solo la velocità di propagazione - 300.000 km/sec e 340 m/sec - rispetto allo stesso ambiente.
“C'è un punto critico in cui l'energia diventa massa”, afferma la scienza mistica di Pietro Ubaldi. “Materia è energia, energia è materia”, afferma la scienza mistica di Albert Einstein. L'antica dottrina del Logos che crea mediante la Parola, afferma che la parola è vibrazione, e la vibrazione è ritmo, ritmo di crescita e di vita, che afferra la materia e la aggrega in un vortice a spirale. […]
(Tratto dal sito ecplanet.com)

giovedì, giugno 07, 2007

NASF3 - un pò di autopromozione (seconda parte)

Si è conclusa ieri la selezione dei racconti per il concorso di letteratura fantascientifica N.A.S.F. (Nuovi Autori Science Fiction) giunto ormai alla terza edizione.
Le opere dovevano essere inviate entro il 30 Aprile 2007 ed avere come tema una storia di fantascienza non superiore alle 20.000 battute (spazi inclusi), ambientata in uno dei seguenti scenari:
Robot: intesi anche come androidi, cyborg e ferraglia saldata.

Alien: qualunque storia coinvolgesse gli alieni e le loro interazioni con noi umani. Entrambi i temi erano liberamente interpretabili. Per la selezione finale, però, sono state agevolate le opere che contenenti omaggi e/o citazioni ad autori già famosi, ai loro personaggi o alle loro ambientazioni. I testi selezionati saranno inseriti nell’antologia cartacea N.A.S.F. 3 che uscirà orientativamente entro Giugno 2007. Il racconto vincitore sarà inoltre pubblicato sul primo numero disponibile di “Futuro Europa”, rivista edita dalla casa editrice Perseo.

Di seguito sono riportati gli autori dei racconti che faranno parte dell’antologia NASF3 “Robot Vs Alien”


Vincitore assoluto:

Simone Corà sezione Alien

Autori della sezione Robot:

Alessandro Conti, Andrea Laprovitera, Angela Catalini, Lorenzo Pedrazzi, Ettore Mariani, Giosué Cremonesi, Carlo Bramanti, Lorenzo Marchese, Marco Maria Sorge, Guido Marcelli, Alessandro Dalla Lana, Antonella Iacoli, Davis Fiore, Lucianna Ruggiero, Stefano Iatosti, Matteo Polloni, Bruno Giordano, Claudio Fallani, Gianluca Gendusa, Davide Di Candia, Giorgio Burello, Simone Conti, Claudio Zago, Filippo Skindrak, Luca Forgiarini, Riccardo Simone, Blond, Marco Cartello, Marco Iosa.

Autori della sezione Alien:

Michele Piccolino, Luigina Sgarro, Angelo Collina, Teresa Regna, Maria Galella, Biancamaria Massaro, Fabio Musati, Andrea Franceschin, Max Firinu, Matteo Mancini, Emanuele Natale, Ennio Cosenza, Francesco Troccoli, Jonathan Concas, Davide Piccirillo, Alberto Priora, Mauro Cancian



Le copertine delle due precedenti antologie di fantascienza N.A.S.F.1 "Nuovi viaggi, nuovi tempi, nuovi robot" e N.A.S.F.2 "Utopia, Distopia, Ucronia" a cura di Carlo Trotta, Massimo Baglione e Andrea Coco.

venerdì, giugno 01, 2007

Aforisma del giorno



Per ogni problema complesso, c'è sempre una soluzione semplice. Che è sbagliata.

[George Bernard Shaw]

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